Coordinamento per la Pace – Trapani


GIUSTIZIA È FATTA?
29 maggio 2009, 19:14
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Territorio

Dopo la “risoluzione” del delitto Rostagno, ci pare utile esprimere alcune riflessioni su una vicenda che – a detta degli stessi inquirenti – continua a presentare diverse ed essenziali zone d’ombra.
A vent’anni dal delitto, una perizia balistica – che non era mai stata fatta prima – ha spianato la strada all’incriminazione di due fra i più importanti personaggi della mafia trapanese, Vincenzo Virga e Vito Mazzara, entrambi – per altro – già condannati all’ergastolo e già in carcere per altri reati e altri omicidi di natura mafiosa. Pare che Mauro Rostagno sia stato ucciso da tre sicari, ma due di loro restano ignoti.
Da parte sua, il pm Ingroia è tornato a ribadire ciò che aveva dichiarato lo scorso settembre a Trapani, ovvero che la morte di Rostagno è stata decisa perché il giornalista torinese aveva colpito un crocevia di interessi espressione di un grumo di potere criminale fatto di mafia, massoneria, politica deviata e servizi segreti deviati. Ma al di là di queste valutazioni, che da vent’anni sono patrimonio comune e consolidato dell’opinione pubblica, Antonio Ingroia non dice – e non può dire – nulla di più.
Qualcuno potrà rallegrarsi – a buon diritto – per questi ordini di “cattura”, sostenendo che giustizia è fatta, seppur tardivamente.
Ma resta fortissima la sensazione che sia stato ufficialmente scoperto ciò che si sapeva già, e che il nocciolo della questione sia ancora avvolto da un buio impenetrabile. Lo stesso buio che ha inghiottito la verità sulle stragi di stato (da piazza Fontana a Ustica e altre ancora) o su tanti altri delitti che compromettono seriamente la credibilità delle istituzioni di questo paese.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

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CIAO MAURO – VII edizione
29 settembre 2008, 18:37
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Documenti, Territorio, Volantini

Il Coordinamento per la Pace di Trapani promuove e organizza per sabato 4 ottobre alle 17.00 un dibattito pubblico sul tema: “La libertà di informazione in Sicilia a vent’anni dall’omicidio di Mauro Rostagno“. Saranno presenti i giornalisti Carlo Ruta (Ragusa), Pino Maniàci (Partinico) e Ninni Ravazza (Trapani). L’incontro si terrà presso la sala della Chiesa Valdese di Trapani, in via Orlandini 42.
Di seguito si riporta il documento di indizione della manifestazione e alcuni cenni biografici sui relatori.
La cittadinanza è invitata a partecipare!

 ***

Mauro Rostagno ha rappresentato per Trapani e per questo territorio un modello unico di giornalista libero e indipendente, talmente libero da pagare con la sua stessa vita la propria attività professionale e intellettuale.
Ma quello di Rostagno è stato, prima di tutto, un esempio di impegno civile con cui fare luce sulle molte ombre che avvolgevano la vita politica, amministrativa ed economica di Trapani e della sua provincia.  I servizi televisivi del Tg dell’emittente RTC  restano ancora oggi un modello insuperato nel panorama dell’informazione trapanese: la vita sociale e le vicende istituzionali della città venivano realmente messe a nudo, così come le collusioni tra mafia, potere politico e massoneria nella gestione della cosa pubblica. Uno scenario che, a vent’anni dall’eliminazione fisica di Rostagno, non è certamente cambiato: Trapani resta fortemente piegata al dominio mafioso, il divario tra ricchi e poveri è sempre più drammatico, la mancanza di pluralismo fa sì che l’informazione sia considerata in larghissima parte come una cassa di risonanza dei poteri forti.
Sarebbe però scorretto confinare la vicenda Rostagno nei limiti di un delitto di provincia. Il lavoro di Rostagno aveva toccato nervi scoperti che andavano ben al di là delle problematiche locali come la sporcizia nelle strade o le collusioni mafiose della classe politica trapanese. Traffico di armi e di droga, operazioni militari coperte nei cieli di Trapani, rapporti organici tra stato, mafia e massoneria deviata: queste sono solo alcune delle chiavi di lettura con cui comprendere il delitto Rostagno a dimostrazione dell’importanza strategica della città di Trapani negli interessi incrociati di chi realmente detiene il potere nel nostro paese. E allora non sorprende che, in questi lunghissimi venti anni, le indagini sul caso Rostagno abbiano subito continui depistaggi nel tentativo di minimizzare il delitto e sganciarlo dal più ampio contesto in cui era maturato.
A vent’anni dall’omicidio, si è appreso che la magistratura avrebbe finalmente scoperto che Mauro Rostagno è stato materialmente ucciso dalla mafia. Se, dunque, potrà essere fatta giustizia, resta immutata la chiara consapevolezza che questa verità giunge con ingiustificabile ritardo perché essa è, da sempre, patrimonio comune di chi non ha mai dimenticato Rostagno e il suo impegno per una Trapani più libera e vivibile.
La lezione morale e civile offerta da Mauro Rostagno consiste nella convinzione che la libertà di informazione è una delle risorse più importanti per squarciare i tanti veli di omertà che soffocano la nostra vita. Se è vero che la criminalità organizzata prospera nelle ingiustizie, nel ricatto del bisogno, nell’ignoranza e nella cieca sottomissione al potere, allora la lotta alla mafia non può prescindere da una rivolta morale profonda e radicale, dalle lotte per i diritti, dall’esercizio costante dello spirito critico. In questo senso, chiunque di noi può e deve fare informazione così come spetta a ogni cittadino il diritto di fruire di un’informazione corretta e libera.
Fin tanto che i siciliani continueranno a delegare a pochi “eroi” o a un’astratta idea di “legalità” il compito di combattere il dominio mafioso mettendosi in questo modo la coscienza in pace, la nostra terra non potrà mai sperare in un cambiamento reale e duraturo.
È per questo che la speranza di un riscatto potrà avverarsi solo se ognuno di noi si sforzerà di mettere in pratica, a viso aperto, una genuina liberazione quotidiana da ogni sopraffazione e da ogni sopruso.

Coordinamento per la Pace – Trapani

 Dibattito pubblico

La libertà di informazione in Sicilia a vent’anni dall’omicidio di Mauro Rostagno”

Interverranno:

Carlo Ruta – giornalista e storico, redattore de accadeinsicilia.net
Pino Maniàci – direttore di Telejato
Ninni Ravazza – giornalista e scrittore

Sabato 4 ottobre 2008 ore 17.00
Chiesa Valdese, Via Orlandini 42 – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it                         

Carlo Ruta, nato a Ragusa nel 1953, è giornalista e saggista. Da molti anni opera nel campo della storiografia e del giornalismo d’inchiesta. Già direttore della rivista bibliografica “Libri meridionali”, ha pubblicato libri di investigazione storica e sociale come: Il binomio Giuliano-Scelba (Rubbettino 1995), Gulag Sicilia (Rubbettino 1993), Appunti di fine regime (Rubbettino 1994), Cono d’ombra. La mafia a Ragusa (La Zisa, Palermo 1997), Il processo come tarlo della Repubblica (Era Nuova, Perugia 1994) Politica e mafia negli Iblei (La Zisa, 1998), Giuliano e lo Stato (Edi.bi.si., Messina 2003), Segreti di banca. L’Antonveneta dai miracoli del nord-est agli intrighi siciliani (Edizioni Le Pietre, 2004), Morte a Ragusa (Edi.bi.si. 2005), sull’assassinio del giornalista de L’Ora e de L’Unità Giovanni Spampinato. Carlo Ruta ha curato il sito di controinformazione accadeinsicilia.net oscurato dalla magistratura ragusana nel dicembre 2004. Dal febbraio 2005 cura il blog di documentazione storica e sociale leinchieste.com. Collabora con il portale telematico per la pace “Peacelink”, con “L’Isola possibile”(rivista-inserto mensile del quotidiano “Il Manifesto”), e con il mensile “Casablanca” di Riccardo Orioles. È stato recentemente condannato per “stampa clandestina” in relazione all’attività del blog accadeinsicilia.net con una sentenza che suscita grande preoccupazione per la libertà di espressione nel nostro paese.

Pino Maniàci è dal 1999 direttore dell’emittente televisiva Telejato di Partinico.
In tutti questi anni l’attività di Telejato si è distinta per l’incisivo impegno antimafia attraverso un lavoro di informazione e denuncia del potere mafioso in un’area storicamente caratterizzata dalla forte presenza di Cosa nostra. Altri temi trattati sono quelli relativi alla politica locale, alla questione ambientale e alle speculazioni sul territorio. Letizia Maniàci, figlia di Pino e redattrice di Telejato, è stata insignita del premio Maria Grazia Cutuli come giovane giornalista emergente. All’emittente collabora anche Salvo Vitale, già animatore con Peppino Impastato di Radio Aut.
L’attività di inchiesta e il forte impegno antimafioso di Telejato sono all’origine di una serie di gravissime intimidazioni e aggressioni fisiche ai danni di Pino Maniàci.

Ninni Ravazza, nato a Trapani nel 1952 è giornalista dal 1979. Già collaboratore del “Giornale di Sicilia” e del “Diario” di Palermo, tra il 1981 e l’83 è stato redattore del settimanale “L’Opinione” di Roma. Dopo aver lavorato nel 1984 come responsabile del Tg serale dell’emittente TeleScirocco di Trapani, nel 1984 approderà a RTC dove lavorerà fino al 1994 prima come redattore, collaborando fianco a fianco con Mauro Rostagno, e poi come direttore dell’emittente trapanese.
Premio Nazionale di Giornalismo “Pippo Fava” (1987) con un video sulla strage di Pizzolungo, Ninni Ravazza è uno scrittore prolifico che vanta tra le sue pubblicazioni diversi libri sulla cultura mediterranea, la pesca e le tradizioni legate alle attività marinare di ieri e di oggi.



VERSO IL PROCESSO PER IL DELITTO ROSTAGNO
17 giugno 2008, 11:42
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Territorio

Apprendiamo con viva soddisfazione dalla stampa nazionale (Liberazione 14/06/2008; Diario n. 10/2008 ) che nei prossimi mesi gli assassini di Mauro Rostagno saranno chiamati a difendersi di fronte alla Corte di Assise di Trapani. Il pm Ingroia avrebbe infatti individuato nel boss Vincenzo Virga e nel suo gruppo di fuoco gli esecutori dell’omicidio di Mauro Rostagno, assassinato il 26 settembre 1988, vent’anni fa.
La svolta nelle indagini, avvenuta pochi mesi orsono, ha fatto seguito a un’ultima proroga prima che il caso venisse archiviato. Grazie a sofisticate tecnologie e a un accurato confronto di prove e dati, la perizia balistica ha portato al riconoscimento dell’arma che sparò a Rostagno, un’arma riconducibile a Cosa nostra trapanese.
Dopo venti lunghissimi anni, lo stato avrebbe dunque scoperto ciò che politicamente e moralmente si sapeva da sempre: Mauro Rostagno è stato ucciso dalla mafia, dalla sua organizzazione o – comunque – dalla complessa convergenza degli interessi incrociati di mafia e politica che forse in nessun posto come a Trapani sono sempre stati in grado – e lo sono tuttora – di disegnare capillarmente la fisionomia sociale ed economica di questo territorio.
Come abbiamo sempre sottolineato, l’attività giornalistica di Mauro Rostagno costituiva un intollerabile intralcio al dispiegarsi dei loschi affari delle cosche e dei potentati politici perché squarciava il velo dell’omertà e denunciava puntualmente e con implacabile sarcasmo le miserie di una classe dirigente inetta e collusa che plasmava la città a sua immagine e somiglianza.
Non è stato casuale, quindi, che in questi lunghissimi venti anni sia stato detto tutto e il contrario di tutto sull’omicidio Rostagno, fino a ipotizzare le piste più infamanti e improbabili pur di minimizzare il delitto e sganciarlo dal contesto sociopolitico in cui era maturato.
Il fatto che oggi, con significativo ritardo, venga data la possibilità di portare alla sbarra i presunti responsabili di questo atroce omicidio non solleva in alcun modo dalle loro responsabilità tutti coloro i quali – a ogni livello – hanno cercato di mettere una pietra sopra la vicenda rallentando il percorso verso la soluzione di un caso ipocritamente spacciato come anomalo o misterioso.
Resta valida, al di là dell’auspicio che venga fatta giustizia, la nostra consapevolezza che Mauro Rostagno è morto ammazzato per la sua libertà di pensiero e di espressione, una libertà messa in pratica attraverso un giornalismo d’inchiesta autonomo e coraggioso, fatto per la gente e insieme alla gente, sganciato da ogni strumentalizzazione e, per questo, osteggiato dai poteri forti.
Noi riteniamo che la lotta alla mafia debba declinarsi in primo luogo in una pratica sociale diffusa e condivisa da tutti i cittadini in prima persona perché la mafia prospera nell’omertà, nelle ingiustizie, nel ricatto del bisogno, nell’indifferenza. Proprio per questo siamo fermamente convinti che le lotte per i diritti, per la giustizia sociale, per una società solidale, per la libertà e la trasparenza dell’informazione siano lo strumento più utile e coerente per liberare questa terra martoriata dal dominio della mafia e del malaffare.

Coordinamento per la Pace – Trapani

17/06/2008

coordinamentoperlapace@yahoo.it
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Il caso Rostagno su Blunotte
6 ottobre 2007, 19:49
Filed under: Ciao Mauro, Video



“CIAO MAURO”?
1 ottobre 2007, 16:54
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Documenti, Territorio

“CIAO MAURO”?

Sabato 29 settembre 2007 ha avuto luogo la sesta edizione de «CIAO MAURO», il nostro omaggio alla figura di Mauro Rostagno a diciannove anni dal suo assassinio. L’iniziativa è stata molto partecipata: cittadini, studenti, lavoratori hanno preso parte alle proiezioni, ai momenti di socialità, ai dibattiti che hanno animato la serata.
Questa manifestazione, giunta ormai alla sua sesta edizione, è per noi irrinunciabile dal momento che, in questi anni, abbiamo sempre voluto tenere viva la memoria di Rostagno per prendere spunto dalla sua vicenda umana e professionale nel quadro di una analisi più generale della Trapani di oggi e delle sue prospettive di cambiamento, di affrancamento dal dominio mafioso, di progresso civile e sociale.
Un’iniziativa che, da sei anni a questa parte, noi abbiamo concepito e successivamente realizzato – anche insieme ad altri compagni di strada – sempre con questa semplice e immediata denominazione: CIAO MAURO. Un appuntamento consolidato, conosciuto e riconosciuto a Trapani da cittadini comuni e associazioni attive sul territorio, sempre realizzato con passione e sacrificio, in piena autonomia.
È stata grande la nostra sorpresa nell’apprendere in questi giorni dagli organi di stampa che un soggetto associativo di recente costituzione denominato, con una coincidenza a dir poco sospetta, Associazione “Ciao Mauro” ha promosso una due giorni in memoria di Rostagno intitolata anch’essa, manco a dirlo, “Ciao Mauro”.
Il nostro stupore si è tramutato presto in indignazione. Sia chiaro: in questa città sono auspicabili decine, centinaia, migliaia di iniziative dedicate a Rostagno e alla sua figura, e il nostro impegno quasi decennale in questo territorio è sempre andato in questa direzione.
Ma buon gusto e correttezza etica e politica (e non c’è bisogno di scomodare inesistenti diritti d’autore su Rostagno, che appartiene alla memoria storica di tutti i trapanesi) avrebbero voluto che i promotori della neonata associazione si ricordassero di chi, anni fa e in tempi non sospetti – ben lontani dall’imminente ventennale dell’assassinio che oggi fa gola a molti – tenne a battesimo questa iniziativa apportandovi fino a oggi continuità e visibilità: noi.
Per essere ancor più chiari, non recriminiamo l’esclusione da processi decisionali e fondativi dell’Associazione “Ciao Mauro”. E a giudicare dall’impostazione generale della loro iniziativa, ravvisiamo un’incolmabile distanza di metodo e di contenuto che ci separa, visto che le tribune a uso e consumo di politici e autorità varie non sono mai state nelle nostre corde, tanto meno per un omaggio a Mauro Rostagno.
Quello che denunciamo è l’atto di parassitismo politico e culturale con cui si è scippata la denominazione originale dell’iniziativa creando confusione nell’opinione pubblica e tra gli operatori dell’informazione.
Si è trattato, a nostro avviso, di un episodio di scorrettezza politica che non ha precedenti e che rende un pessimo servizio a quella che è per noi l’idea stessa di società civile e cittadinanza attiva.
Da parte nostra, resta l’impegno a far sì che in questa città sia possibile creare spazi di agibilità e indipendenza per le strutture di base, per l’associazionismo libero e senza condizionamenti, convinti come siamo che i movimenti e la società civile possono incidere concretamente nella realtà circostante solo se sanno mantenersi liberi e autonomi, senza appiattirsi nell’angusto ruolo di serbatoi del consenso per questo o quel rappresentante politico di turno.

Coordinamento per la Pace – Trapani  

coordinamentoperlapace@yahoo.it

 01/10/2007



MAURO E’ VIVO!
25 settembre 2007, 23:57
Filed under: Ciao Mauro, Video



CIAO MAURO – VI edizione
20 settembre 2007, 10:14
Filed under: Antimafia, Appelli, Ciao Mauro, Documenti, Territorio, Volantini

CIAO MAURO!

Diciannove anni dall’omicidio di Mauro Rostagno.
Uno dei tanti, troppi misteri della storia repubblicana, un delitto imperfetto nella sua ricostruzione e nella ricerca della verità, sempre troppo lacunosa e parziale. Un continuo susseguirsi di depistaggi, di ambiguità e di tentativi di seppellire tutto sotto la coltre delle archiviazioni giudiziarie.
Mauro Rostagno era un personaggio scomodo, un giornalista che aveva conquistato la fiducia e l’ascolto dei trapanesi, un popolo da troppo tempo piegato dalla paura e dall’omertà. Difficilmente etichettabile, Rostagno lottava contro la mafia ma senza essere “al servizio dello stato”.
Grazie a un linguaggio semplice e libero, denunciava il malaffare, la cattiva amministrazione della città e, più in generale, l’esistenza di un sistema di potere tanto marcio quanto consolidato. Sfidava la mafia e i padroni della città col coraggio dell’inchiesta e con il piglio dissacrante dell’ironia, come quando si punta il dito contro il re nudo.

L’indignazione morale che aveva scosso Trapani all’indomani della morte di Rostagno, si è via via affievolita con il passare degli anni, e questa città è tornata a chiudersi a riccio, refrattaria a qualunque istanza di progresso civile e sociale.
Oggi, a Trapani e in questa provincia, così come in tutta la Sicilia, la mafia continua a tenere ben salde le redini dell’economia, della vita pubblica e amministrativa, attraverso la spartizione di cariche e appalti, attraverso le intimidazioni, il racket, la speculazione edilizia, il capillare controllo sociale.
La disoccupazione e il lavoro nero continuano ad affliggere questo nostro territorio, così come gli incidenti sul lavoro e le morti bianche, sempre più frequenti. Questi sono gli effetti delle ingiustizie quotidiane che subiscono i lavoratori, mentre i padroni e gli imprenditori di questa città dimostrano continuamente di saper sfruttare e licenziare le persone senza tanti complimenti.
E mentre Trapani arranca nel suo degrado culturale e politico, il dibattito pubblico sulle sorti della città continua a essere dominato da argomenti strumentali e pretestuosi, come l’infinita questione dell’autorità portuale che rischia di essere soppressa. Evidentemente, la legalità e il rispetto delle norme sono valori che vanno bene solo quando fanno comodo: così, quando per i lavori al porto in occasione delle regate della Louis Vuitton Cup furono realizzate opere scriteriate, devastanti e al di fuori di ogni normativa, il sequestro dei cantieri da parte dell’autorità giudiziaria fu accolto dalla classe dirigente cittadina come un intollerabile attacco da parte di una magistratura ostile.
E oggi, la stessa classe dirigente tenta di difendere l’indifendibile, ovvero il mantenimento di un baraccone improduttivo come l’autorità portuale istituita a suo tempo sulla base di dati imprecisi e probabilmente gonfiati, e sulla cui vicenda c’è addirittura un processo penale in corso.
Eppure, il senso di impunità di chi detiene il potere va oltre ogni ragionevolezza e, tra una regata e l’altra, viene coltivata l’illusione che il riscatto di questa terra passi attraverso l’immagine patinata di una città-cartolina dove i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sono sempre più ricchi.

A diciannove anni dalla morte di Mauro Rostagno, ci ritroveremo ancora una volta insieme, nella sesta edizione del nostro piccolo omaggio a questa persona che ha dato tutto per questa nostra città.
È un’occasione preziosa, così come negli anni passati, non solo per tenere viva la sua vicenda umana e professionale, ma anche e soprattutto per fare il punto su Trapani e le sue prospettive di cambiamento.
Lo faremo nel cuore del centro storico, nella parte vecchia della città meno illuminata dai riflettori della mondanità ma non per questo meno affascinante e degna di essere vissuta.
Invitiamo i cittadini, i giovani, gli studenti, le associazioni che operano nel territorio per una serata all’insegna della socialità e della vita, il modo migliore – secondo noi – per ricordare Rostagno e il suo amore per la nostra Trapani.

Coordinamento per la Pace – Trapani
Cobas – Trapani

CIAO MAURO – VI edizione

SABATO 29 SETTEMBRE 2007, dalle ore 20,00
Via Menandro (fronte ingresso chiesa San Pietro) – TRAPANI

PROIEZIONI, DIBATTITI, MOMENTI DI SOCIALITÀ, MUSICA DAL VIVO