Coordinamento per la Pace – Trapani


NOMI E COGNOMI – Comunicato sulla sentenza del Processo Rostagno
16 maggio 2014, 13:44
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Territorio
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La condanna all’ergastolo inflitta ai mafiosi Virga e Mazzara per l’assassinio di Mauro Rostagno sancisce una verità giudiziaria che mancava da troppo tempo.

In primo luogo, esprimiamo la nostra solidarietà ai familiari di Rostagno, finalmente risarciti dei tanti torti subìti in tutti questi anni, sia per la vergogna di un delitto che sembrava destinato a rimanere impunito, sia per le calunnie con le quali in molti avevano cercato di infangare la memoria di Rostagno e di chi gli era vicino.

Era quindi necessario dare nomi, cognomi e volti agli assassini di Mauro Rostagno con una sentenza che facesse chiarezza sulla matrice mafiosa del delitto.

Dopo ventisei anni, sono stati condannati due mafiosi conclamati, già all’ergastolo per altri reati, e non ci sarebbe molto da aggiungere. Ma la sensazione, ancor più forte dopo lo svolgimento di questo processo, è che altri nomi e cognomi – magari legati alle istituzioni o ad altri gangli del potere – siano rimasti nell’ombra, protetti da ventisei lunghi anni di silenzio e di complicità.
Ciò che va sottolineato, infatti, è che questi tre anni di processo hanno offerto uno spaccato importante, seppur parziale, del nauseante contesto sociale e politico in cui maturò l’omicidio Rostagno. Lo dimostrano i tanti «non ricordo» e le incongruenze che hanno scandito le dichiarazioni di molti soggetti chiamati a testimoniare nel corso del dibattimento. Inoltre, questo processo ha evidenziato quanto forti siano stati i depistaggi e le rimozioni da parte degli investigatori (soprattutto i Carabinieri), particolarmente zelanti nel negare la pista mafiosa del delitto o nel minimizzare l’importanza dell’attività giornalistica di Rostagno, fatta di inchieste, denunce ed esercizio costante dello spirito critico in una città soggiogata dalla sua stessa ignavia.
La sentenza della Corte d’Assise di Trapani ci ricorda dunque che i tempi della giustizia dello Stato sono infinitamente più lenti di quelli del buon senso e della volontà delle donne e degli uomini liberi. Proprio per questo, la mafia va combattuta qui e ora, con i comportamenti quotidiani, con la solidarietà, con la giustizia sociale, con la ricerca della verità, con il contrasto ai soprusi di ogni genere, con l’impegno di tutte e tutti.
D’altronde, era proprio quello che ci diceva Mauro Rostagno, ogni giorno, al telegiornale.

Coordinamento per la Pace – Trapani

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EPPURE SEMBRA IERI
25 settembre 2013, 15:57
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Documenti, Territorio

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Venticinque anni dall’omicidio di Mauro Rostagno. Sembrano tantissimi ma, in realtà, è come se poco o nulla fosse cambiato.
Il processo a carico dei mafiosi Virga e Mazzara è giunto, ormai, in dirittura di arrivo. L’auspicio è che si faccia chiarezza, ed è più che legittimo aspettarsi giustizia.
Resta il fatto che questo processo ha mostrato quanto sia ancora densa la coltre di omertà che avvolge i tentativi di venire a capo di questo delitto. Davanti ai giudici sono passati ex carabinieri smemorati, funzionari dei servizi segreti che sembrano cadere dalle nuvole, ex lottarmatisti addirittura infastiditi per essere stati convocati a dire qualcosa, vari e assortiti testimoni tutti accomunati da una gran confusione quando si tratta di ricostruire la vicenda umana e professionale di Mauro Rostagno a Trapani, il suo conflitto con gli interessi di Cosa Nostra, la presenza strutturata della massoneria e dei servizi segreti cosiddetti deviati in questa città.
Adesso, la difesa di Virga gioca la vecchia carta della pista interna alla Saman, con Chicca Roveri che quasi deve difendere se stessa, mentre il boss Virga ha espresso solennemente la propria innocenza.
E allora, chi ha ammazzato Rostagno? E perché?
Noi siamo fra quelli che qualche risposta se la sono già data, e in tempi non sospetti.
Nel frattempo resistiamo, a venticinque anni da quell’omicidio, in una città dove i magistrati vengono pedinati o minacciati fin dentro i loro uffici in tribunale; dove per dare una cittadinanza onoraria a un prefetto antimafia si impiegano circa dieci anni; dove un senatore della Repubblica è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa; dove un prete – sospeso dai suoi capi in Vaticano per aver gestito allegramente i soldi della parrocchia – viene chiamato a testimoniare nel processo al suddetto senatore per via dei loro stretti rapporti; dove i cantieri delle “grandi opere” sono gestiti direttamente dalla solita cricca di mafiosi, dove i supermercati e i centri commerciali sono le casseforti di latitanti imprendibili.
Venticinque anni dall’omicidio di Mauro Rostagno. Tantissimi, eppure sembra ieri.

Coordinamento per la Pace – Trapani

25/09/2013



IL BANCO DEGLI IMPUTATI
25 settembre 2011, 15:09
Filed under: Antimafia, Approfondimenti, Ciao Mauro, Comunicati, Documenti, Territorio

L’anniversario del delitto di Mauro Rostagno oggi è un po’ diverso dagli altri. Dopo ventitrè anni, infatti, è la prima volta che il ricordo si accompagna a un dibattimento processuale, tuttora in corso presso la corte d’assise d’appello di Trapani, e iniziato a febbraio.
È senz’altro prematuro tirare le somme, ma è sicuramente lecito esprimere alcune valutazioni.
Innanzitutto, prendono corpo carte e documenti che finora erano rimasti nei cassetti e dai quali si evince il fervido lavoro di inchiesta che Mauro Rostagno aveva deciso di svolgere in un territorio attraversato da interessi incrociati pericolosissimi: mafia, massoneria, servizi segreti. Livelli plurimi che vanno ben oltre il delitto di mafia, proprio perché la mafia è un sistema di potere, complesso e articolato.
Già allora Rostagno si rese conto che la macchina dello stato si inceppò proprio su alcuni processi scottanti, come quello sulla raffineria di droga di Alcamo, o quello sulla loggia massonica coperta Iside 2. Ma nonostante tutto, Rostagno non si fermava, immergendo le mani nel fango di una Trapani crocevia di traffici illeciti (armi e droga) e di significative convergenze tra politica e malaffare.
Da questi primi mesi di dibattimento è piuttosto evidente che gli inquirenti che per primi si occuparono del delitto condizionarono pesantemente la possibilità di scoprire la verità. Personaggi come Nazareno Montanti e Beniamino Cannas hanno fatto in aula la figura che hanno fatto, con le loro numerose amnesie e l’incapacità di giustificare la trascuratezza investigativa della Benemerita, che tutto fece fuorché seguire la pista giusta. E poi c’è lo strano caso degli ultimi riconoscimenti fotografici ai quali sarebbero state sottoposte le sorelle Fonte per individuare gli assassini: funzionari di polizia hanno smentito la circostanza proprio durante il processo.
E così, errori e omissioni in vent’anni di indagini sono stati più volte ricostruiti durante questo primo scorcio di processo, e qualcuno ha sottolineato il rischio che, così facendo, si perdano di vista le accuse ai due imputati mafiosi – Virga e Mazzara – e ci si concentri invece su altri elementi.
L’imbarazzo generale (e quasi inconfessabile) è che sul banco degli imputati ci vadano a finire le istituzioni.
Chissà che, invece, anche questa non sia la pista giusta.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

25/09/2011



DELITTO ROSTAGNO, PROCESSO AL VIA
2 febbraio 2011, 12:17
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Territorio

Vogliamo salutare ed esprimere la nostra solidarietà ai famigliari di Mauro Rostagno in occasione dell’apertura del processo ai mafiosi Virga e Mazzara, accusati del suo omicidio.
Il processo per sancire la verità giudiziaria sull’atroce delitto di Rostagno è certamente un fatto importante ma, a nostro avviso, sarebbe del tutto miope delegare ai rituali della giustizia di stato il compito di lavare la cattiva coscienza di una Sicilia sventurata che ha sempre bisogno di eroi.
La storia di questo paese ha più volte dimostrato che verità e giustizia difficilmente trovano adeguato riconoscimento nelle aule dei tribunali. Piuttosto, esse vanno ricercate nella memoria collettiva, nell’impegno e nell’azione quotidiana di ciascuno di noi contro la mafia, le ingiustizie, gli abusi del potere, l’omertà.
Tuttavia, qualunque sarà l’esito di questo processo (e ci auguriamo ovviamente che vengano individuati i responsabili palesi e occulti della morte di Rostagno), il nostro giudizio sulla vicenda resterà quello di sempre: Mauro Rostagno è stato ammazzato, come troppi in questa terra, per il suo impegno costante e intransigente contro i poteri forti e la mafia.
Un esempio, il suo, che ci aiuterà sempre a portare avanti, nel nostro piccolo, le lotte per una Trapani più libera, consapevole, giusta e solidale.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

02/02/2011



Ciao Mauro!
25 settembre 2010, 21:38
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Territorio



CIAO PEPPINO, CIAO MAURO
7 maggio 2010, 19:39
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Documenti, Territorio, Volantini

Peppino Impastato era convinto che per distruggere la mafia e i poteri forti bisognava demolirne la legittimità sociale, smascherare la loro miseria, denunciare a viso aperto la loro criminalità.
E così, per squarciare la cappa di omertà che soffocava Cinisi, Impastato e i suoi compagni diedero vita a Radio Aut, un esperimento coraggioso di controinformazione diretta e senza filtri, autogestita e senza padroni.

Mauro Rostagno era convinto che per distruggere la mafia e i poteri forti bisognava demolirne la legittimità sociale, smascherare la loro miseria, denunciare a viso aperto la loro criminalità.
E così, per squarciare la cappa di omertà che soffocava Trapani, Rostagno  e i suoi collaboratori rilanciarono una piccola televisione di provincia, un esperimento coraggioso di informazione libera e indipendente.

Impastato e Rostagno sono stati ammazzati dalla mafia, a dieci anni di distanza l’uno dall’altro. In entrambi i casi, le istituzioni hanno fatto di tutto per occultare la verità e depistare le indagini sulle loro morti. In entrambi i casi, la prima carta giocata dal potere è stata la calunnia: Peppino fu tacciato di essere terrorista, Rostagno una specie di spacciatore.

Le lotte di Peppino Impastato, di Mauro Rostagno, di Giovanni Spampinato e di tutti i giornalisti che hanno pagato col sangue il prezzo della loro libertà, devono servire da esempio affinché l’impegno antimafia possa radicarsi sempre di più nelle coscienze e nelle pratiche di ognuno di noi.
Lottare contro la mafia significa dire le cose come stanno, puntando il dito contro i soprusi, impegnandosi in prima persona contro le ingiustizie sociali. L’emancipazione della Sicilia non la regaleranno i tribunali, dovranno essere i siciliani a conquistarla.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it



Ciao Mauro
27 settembre 2009, 00:19
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Territorio, Volantini

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