Coordinamento per la Pace – Trapani


CENTO ANNI DI VERGOGNA, CENTO ANNI DI BUGIE
3 novembre 2018, 21:10
Filed under: Approfondimenti, Comunicati, Documenti, Pace

«Gli assassini dei signori / han voluto far la guerra / e noi altri tutti a terra / e loro a spasso per la città
Là ci mandano al macello / e tutti i signori stanno a guardare / e noi altri ci tocca andare / in quei monti che son lassù
Or si sa che questa guerra / non è fatta per vantaggio / loro a posta l’hanno fatta / per distruggere la gioventù (…)»

[Testo di una canzone trascritta su una lettera da un contadino ventitreenne della provincia di Trapani, artigliere del 21° Reggimento, e che gli costò una condanna a due mesi di reclusione comminata il 18 Maggio 1918]

***

Com’era prevedibile, il centenario della vittoria della Prima Guerra Mondiale viene celebrato in tutto il paese per ricordare l’eroismo degli italiani che sacrificarono la propria vita in nome della patria.
Tutte bugie. In realtà, il massacro della cosiddetta Grande Guerra (quasi dieci milioni di morti in tutto) fu largamente osteggiato dalla maggior parte della società italiana dell’epoca e dai ragazzi che furono strappati alle loro famiglie e alle loro occupazioni per essere mandati a morire tra il fango e i pidocchi per gli interessi dei politici e dei capitalisti di allora.
Oggi noi preferiamo ricordare i tanti disertori e renitenti che fecero di tutto per non diventare carne da cannone, che rifiutarono di obbedire a ordini insulsi, che pagarono anche con la vita la volontà di restare umani e di non uccidere altri ragazzi come loro. Numerose furono, infatti, le rivolte di interi reparti che furono duramente represse con fucilazioni ed esecuzioni sommarie. I grandi assenti nelle celebrazioni del 4 Novembre sono proprio loro: gli 870mila soldati denunciati, dei quali 470mila per renitenza; i 170mila condannati, di cui 111mila per diserzione; i 220mila incarcerati, tra i quali 15mila all’ergastolo. Le condanne a morte furono 4mila.
Per loro non ci sono monumenti e fanfare perché la ragion di stato non ammette disobbedienza, non ammette che si possa fraternizzare con il “nemico”, non ammette che esista anche solo l’umano sentimento della paura. La guerra è, infatti, la cosa più disumana e vergognosa che possa esistere.
A distanza di cento anni, le bugie restano l’arma più affilata della propaganda militarista secondo la quale le guerre sono operazioni umanitarie, e le forze armate sono forze di pace.
Oggi l’Italia impiega più di 9.000 militari in 25 missioni all’estero con mezzi aerei, terrestri e navali che gravano per oltre un miliardo all’anno sul bilancio dello stato.
Nel 2018 le spese militari sono arrivate a 25 miliardi di euro (1,4% del PIL), un aumento del 4% rispetto al 2017. Nonostante le dichiarazioni della ministra Trenta, nessuna riduzione è realmente prevista nei documenti ufficiali.
Anzi, tra i programmi di riarmo nazionale si segnalano le nuove navi da guerra della Marina (tra cui la nuova portaerei Thaon di Revel), i nuovi carri armati ed elicotteri da attacco dell’Esercito, e i nuovi aerei da guerra Typhoon e F-35 (un sistema d’arma prettamente offensivo e intrinsecamente contrario all’articolo 11 della Costituzione Italiana e al Trattato di non Proliferazione Nucleare).
Contemporaneamente, la produzione e l’esportazione di armi non conosce crisi. Nella penisola arabica e in altri fronti caldi del pianeta ci si ammazza con fucili e munizioni rigorosamente made in Italy.
Mentre gli apparati militari vengono mantenuti con i soldi pubblici, e indossare una divisa è l’unica proposta occupazionale a lungo termine che lo stato è in grado di garantire ai più giovani (con il naturale corolllario di irregimentazione, autoritarismo e conformismo che ne consegue), tutte le risorse per i servizi essenziali come la sanità, la scuola, le pensioni, le infrastrutture, la cura del territorio, ecc. vengono drasticamente ridotte.
E una guerra a bassa intensità, sempre più spietata e disumana, viene combattuta quotidianamente – nel nome della “sicurezza” – contro i più poveri e i più indifesi.
Insomma: dopo cento anni, il militarismo continua a vivere di bugie e a produrre vergogna.

Coordinamento per la Pace – Trapani

4 Novembre 2018

 

Annunci





I commenti sono chiusi.



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: