Coordinamento per la Pace – Trapani


Da Niscemi, comunicato No Muos contro la repressione
28 gennaio 2013, 20:57
Filed under: Pace, Territorio

Riceviamo e inoltriamo.

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Solidarietà a tutti gli-le attivist* No Muos colpiti da provvedimenti repressivi!

Prendiamo atto del fatto che  la settimana scorsa ha segnato un’ impennata delle attività repressive da parte delle forze di polizia e delle procure siciliane, in continuità con le minacciose dichiarazioni del ministro Cancellieri sul MUOS “sito d’interesse strategico per la difesa nazionale”

Tra giorno 25 e giorno 26, infatti, sono stati emessi e notificati diversi provvedimenti a Niscemi ed a Catania, tra cui fogli di via ad attivisti del presidio e ventotto denunce per un ipotetica manifestazione non autorizzata in solidarietà ai NoTav svoltasi a Catania che data addirittura a marzo del 2012.

In particolare è paradossale ed allarmante la motivazione dei fogli di via nella quale si sostiene che i soggetti sarebbero “pericolosi” ed “estranei” senza attività “economiche” o dimora nella zona ed in quanto tali da “allontanare” da Niscemi. Una dinamica che ricorda tanto la misura del confino emessa in danno degli oppositori politici da parte del regime
fascista.  Constatiamo inoltre che le forze dell’ordine mostrano un atteggiamento intimidatorio ed un crescente nervosismo nei confronti degli attivisti del presidio, e persino delle mamme No Muos, e delle loro azioni di blocco dei convogli diretti alla base, volte a praticare la revoca dal basso dei lavori di costruzione del MUOS, che continuano nonostante le dichiarazioni di segno opposto del Presidente della Regione Sicilia e le tranquillizzanti informazioni dei media.

Ribadiamo che tutte le accuse rivolte in questi giorni ai nostri attivist* sono totalmente infondate e pretestuose. Questi fogli di via e queste denunce sono chiaramente stati programmati “ad orologeria”, quando si è palesato che era necessario colpire la crescente solidarietà che la lotta NoMuos sta riuscendo ad estendere all’insieme dei movimenti sociali che si battono, contro le devastazioni ambientali, la militarizzazione dei territori, la precarizzazione delle nostre vite. Noi non ci lasceremo intimidire da queste provocazioni ed andremo avanti con la nostra lotta che suscita sempre maggiore partecipazione e solidarietà a Niscemi, come in tutta la Sicilia, come oramai in tutta l’Italia.
Invitiamo tutti-e-* a partecipare alle prossime numerosissime iniziative di lotta ed attività nel presidio di contrada Ulmoin programma di qui al 30 Marzo, giornata in cui si terrà una manifestazione nazionale con corteo a Niscemi.

Coordinamento Regionale dei Comitati No Muos

Niscemi, 28/01/2013

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19 GENNAIO, MOBILITAZIONE NO MUOS
18 gennaio 2013, 02:46
Filed under: Comunicati, Pace, Territorio

Sabato 19 gennaio dalle ore 17,00 davanti la Casina delle Palme a Trapani, il Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” e il Coordinamento per la Pace organizzano un presidio informativo nell’ambito della mobilitazione nazionale indetta dal Coordinamento regionale dei Comitati di Base NO MUOS per sostenere la lotta popolare contro la realizzazione del sistema radar satellitare della Marina militare USA a Niscemi.
L’iniziativa è volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’estrema dannosità del MUOS nonché a manifestare contro l’atteggiamento autoritario e repressivo recentemente assunto dal governo italiano nei confronti della protesta popolare.

Clicca qui per leggere il volantino:  http://gruppoanarchicosalsedotp.noblogs.org/post/2013/01/18/19-gennaio-in-piazza-a-trapani-contro-il-muos/trapani_nomuos_1/

Clicca qui per guardare alcune foto: http://gruppoanarchicosalsedotp.noblogs.org/post/2013/01/20/foto-presidio-no-muos-trapani-19-gennaio/

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NO MUOS – Comunicato del 12/01/2013
13 gennaio 2013, 22:27
Filed under: Pace, Territorio

Se i pareri attesi sull’impatto elettromagnetico dal Governatore Crocetta dovessero dirci che il Muos non farà male ai cittadini, noi come coordinamento regionale NO MUOS, dichiariamo che questo è soprattutto un’arma da guerra.
Contestiamo le affermazioni dell’ambasciatore U.S.A a Roma che dichiara che i Paesi membri della Nato, come l’Italia, ne trarranno beneficio come sicurezza e pace internazionale.
Ricordiamo a tutti che l’Us Navy di Niscemi non è una base Nato ma una base ad uso esclusivo della marina statunitense.
Noi non crediamo più alle istituzioni che, a livello locale, regionale e nazionale, sono stati latitanti o complici. Dopo le violente cariche di giorno 11 contro gli attivisti NO MUOS che pacificamente si opponevano al passaggio delle gru, il governo tecnico Monti/Napolitano ha deciso con chi stare: con le forze armate Statunitensi e i loro progetti di dominio planetario.

Noi non deleghiamo nessuno alla difesa del nostro territorio.

Facciamo appello alla partecipazione attiva dei cittadini alle prossime iniziative di resistenza indette dal coordinamento regionale dei comitati NO MUOS.
Traendo esempio dal movimento NO TAV val susino i blocchi continuano e continueranno, abbiamo perso una battaglia ma non siamo rassegnati e non ci rassegneremo, mai.
Il nostro obbiettivo principale è impedire la costruzione del Muos e lo smantellamento delle 41 antenne NRTF già esistenti dentro la base. Il coordinamento regionale dei comitati NO MUOS pratica la revoca dei lavori all’interno della base, con la prosecuzione dei blocchi.

Invitiamo chi si dichiara solo a parole per la revoca a partecipare ed a sostenere la lotta attivamente.

NO MUOS ORA E SEMPRE.

COORDINAMENTO REGIONALE DEI COMITATI NO MUOS

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NO MUOS – report notte del 10-11 gennaio 2013: Niscemi INVASA da centinaia di forze di polizia.
11 gennaio 2013, 15:44
Filed under: Comunicati, Pace, Territorio

Riceviamo e inoltriamo il drammatico report dei fatti accaduti questa notte a Niscemi (Cl).
Il blocco dei cittadini che si oppongono alla realizzazione del Muos è stato forzato pesantemente da un incredibile spiegamento di forze di polizia.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai cittadini che hanno resistito per ore alla brutale violenza delle forze dello Stato.

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Con inaudita violenza sono stati rimossi i blocchi dei manifestanti per il passaggio del convoglio con i mezzi per il montaggio delle antenne MUOS.

Alle 22,30 della sera del 10 gennaio é stato avvistato il convoglio con 4 camion e 2 gru della ditta COMINA scortati da numerosi reparti d’assalto di Polizia e Carabinieri lungo la Statale Catania-Gela. Il convoglio partito da Belpasso per evitare il transito attraverso la città ha proseguito lungo la SS115 per poi risalire da C.da Terrana a sud della base militare di Niscemi.

Alle ore 00.30 gli occupanti del presidio, situato a Nord della base per timore di non riuscire ad impedire il passaggio del convoglio si sono mobilitati e diretti in C.da Terrana.

Nelle stesse ore Niscemi veniva invasa da decine di truppe di Polizia e Carabinieri che hanno effettuato innumerevoli posti di blocco nei punti nevralgici di transito verso la base militare, non permettendo il passaggio delle persone, creando numerose difficoltà anche ai residenti che alle prime ore del giorno si recavano al lavoro.
Cio’ nonostante, numerosi attivisti e cittadini (allertati da internet e SMS) si sono recati in C.da Ulmo ma le forze di polizia schierate presidiavano tutti gli accessi ed hanno impedito a tutti di proseguire in direzione del convoglio, né di accedere al presidio di C.da Ulmo. Solamente gli attivisti che già si trovavano al Presidio di C.da Ulmo sono riusciti a raggiungere il convoglio in C.da Terrana.

All’1.30 del mattino, in C.da Gallo (al bivio tra il borgo di S.Pietro e Caltagirone) si è tenuto un primo blocco da parte del Comitato NO MUOS di Niscemi unitamente ad alcuni membri di altri Comitati che sono riusciti a sopraggiungere nel frattempo da altre città. Le forze di polizia in tenuta anti-sommossa hanno reagito duramente e con violenza. Hanno effettuato alcune cariche, ma nonostante l’impeto dei poliziotti i manifestanti sono riusciti a resistere ai blocchi sotto le manganellate per alcune ore.

La dinamica del blocco è stata estremamente dura, i manifestanti ripetutamente si opponevano con il corpo al passaggio dei mezzi pesanti in maniera pacifica, ma le forze dell’ordine, incitate dai capi dell’operazione, non rinunciavano ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente gli attivisti con numerose cariche. Il convoglio alle 3.30 dopo ore di resistenza è riuscito a passare e a proseguire lungo la Strada Provinciale che porta alla base militare. Dopo aver superato il primo blocco alcuni reparti hanno impedito ai manifestanti di spostarsi per almeno un paio d’ore, assicurandosi che non riuscissero a raggiungere altri manifestanti che nel frattempo arrivavano dalla città.

Altri attivisti che arrivavano dalla Città sono riusciti a superare i posti di blocco e a raggiungere la Strada Provinciale in posizione utile per effettuare un presidio per impedire il passaggio del convoglio.

Alle ore 4. 00 circa nei pressi di C.da Vituso (lungo la S.P. Niscemi-Caltagirone) viene effettuato un secondo blocco stradale in maniera pacifica e civile. Nonostante che l’opposizione fisica dei manifestanti fosse del tutto serena, le centinaia di forze dell’ordine che scortavano il convoglio, anche questa volta non hanno esitato ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente i singoli manifestanti.

Dunque, dopo ore di resistenza civile, il convoglio è riuscito alla fine ad accedere alla base militare intorno alle 4.30 scortato e protetto da centinaia di agenti di Polizia e Carabinieri.

Alle ore 5.30 i manifestanti sono riusciti a ritornare al presidio di c.da Ulmo ed hanno indetto un’assemblea immediata ed urgente, dopo un breve dibattito si è deciso di allertare ed informare la città di Niscemi del grave fatto accaduto. Alle ore 6.00 presso il Largo Spasimo si è tenuto un breve comizio rivolto ai niscemesi che si recavano al lavoro nelle campagne.

Il presidio di C.da Ulmo denuncia il grave fatto accaduto questa notte, un invasione armata da parte dello Stato ha di fatto impedito l’esprimersi del territorio. Con la forza lo Stato ha voluto impedire che la popolazione che ospiterà questa installazione decida se accettare o meno il prezzo da pagare in termini di salute, pace e inquinamento. “E’ un atto di prepotenza inaudita, che tuttavia non ci indebolisce” – dicono gli attivisti del presidio – “Il passaggio di questo convoglio non è una sconfitta ma l’inizio di una nuova fase della resistenza all’installazione del MUOS. Verrà probabilmente indetta a breve una grande mobilitazione per portare la questione alla ribalta nazionale”.

E’ convocata per domani 12 gennaio alle ore 15.00 un’assemblea generale del coordinamento regionale NO MUOS dove verranno decise le prossime mosse delle azioni di contrasto all’installazione.

Ore 8.35 – Presidio NO MUOS di C.da Ulmo



LA CIVILTÀ AL CAPOLINEA?
9 gennaio 2013, 01:53
Filed under: Antirazzismo, Approfondimenti, Documenti, Territorio

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Sulle proposte di autobus per soli immigrati fra Trapani e Salinagrande

Il pessimo comunicato del consigliere comunale Vassallo a proposito della opportunità di «valutare l’ipotesi di istituire un servizio di trasporto esclusivamente dedicato agli immigrati, da sottoporre a controllo da parte della polizia, al fine di scongiurare i pericoli di ordine pubblico che potrebbero malauguratamente ingenerarsi» ha naturalmente suscitato un coro di indignazione e un clamore mediatico senza precedenti.

È bene ricordare che la scellerata esternazione di Vassallo non è qualcosa che nasce dal nulla. È necessario, a nostro parere, non perdere di vista il contesto più generale nel quale è maturata una proposta di questo tipo.
Solo pochi giorni prima, un altro consigliere comunale, Domenico Ferrante, aveva chiesto un aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine sul territorio di Salinagrande, dove sorge il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA). Secondo Ferrante, gli immigrati che vivono nel CARA avrebbero dato luogo a comportamenti che determinano «disagio, preoccupazione e in molti casi paura nei cittadini residenti». Una situazione che Ferrante non ha esitato a definire «insostenibile e intollerabile».
Eppure, le accuse rivolte agli immigrati sono generiche, poco circostanziate, riferite a episodi accaduti anche negli anni passati («furti, danneggiamenti di piante, richieste prepotenti di denaro e l’abuso di alcoolici»). Per non parlare poi di quello che succederebbe sugli autobus: gli studenti di Salinagrande si troverebbero esposti a non meglio precisati «atteggiamenti di prevaricazione da parte degli ospiti del CARA che numerosi usufruiscono anche loro dei mezzi pubblici».
Già nel 2008 l’ATM aveva accarezzato, avallata dalla UIL Trasporti, la malsana idea di creare delle corse speciali per soli immigrati, solo perché qualcuno era stato visto ubriaco sull’autobus. E sempre nello stesso periodo, quattro anni fa, il consigliere La Pica chiedeva di «riportare l’ordine» nelle zone della città frequentate da “extracomunitari” con una interrogazione dal chiaro sapore repressivo.

A Trapani, evidentemente, i consiglieri comunali preferiscono mostrare i muscoli agli immigrati, piuttosto che impegnarsi per il miglioramento del trasporto urbano cittadino, aumentando – tanto per cominciare – le corse e le vetture alla luce delle mutate esigenze. E preferiscono chiedere l’intervento della forza pubblica contro chi scappa dalle guerre, anziché salvare l’aeroporto di Birgi dall’ingombrante e assassina presenza degli aerei da combattimento Eurofighter. Forti con i deboli e debolissimi con i forti, come sempre.
Riteniamo però inessenziale pretendere le dimissioni di Vassallo, che ha già balbettato le sue scuse imbarazzate. Addirittura, l’idea degli autobus per immigrati non sarebbe nemmeno sua, ma di un altro consigliere, Pietro Cafarelli, che a sua volta nega.
In ogni caso, non è questo il problema, e non è su un piano di mero scontro pre-elettorale che va inquadrata la questione.

Il vero problema risiede nella banale naturalezza con la quale, anche a Trapani, viene avanzata una proposta del genere. Una proposta razzista.
Il razzismo, per essere riconosciuto come tale, non ha necessariamente bisogno di salde radici ideologiche. Il razzismo è, soprattutto, quello che nasce dalla banalità del male. Una banalità del male che è stata alimentata e coltivata, coscientemente, dai governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi quindici anni.
Le leggi razziste, le politiche securitarie, il terrorismo mediatico, i pretestuosi allarmi sociali incentrati sui “clandestini” o sulla “criminalità straniera”, hanno consolidato nella società italiana un diffuso sentimento di paura e di sospetto. Tante campagne elettorali sono state vinte grazie alla paura, all’odio e alla loro gestione politica. Per anni sono stati seminati il rancore e l’intolleranza nei confronti degli immigrati. Sono state varate leggi per consentire il loro sfruttamento e rendergli la vita impossibile, sono stati costruiti centri di trattenimento per internarli e poi espellerli, sono stati realizzati centri di accoglienza che servono a tenerli in un limbo esasperante, purché lontani da tutto e da tutti.
Sarebbe ipocrita negare che a Salinagrande, o sull’autobus 31 che la collega a Trapani, ci siano stati attriti fra trapanesi e immigrati. Ma è davvero vergognoso ingigantire singoli episodi per ricavare odiosi provvedimenti discriminatori che mettono in discussione una convivenza civile e solidale.

Nessuno pone la questione del perché, nel tempo, qualche immigrato a Salinagrande si sia messo a rubacchiare. O del perché qualcun’altro si sia messo a bere importunando i passanti.
Gli immigrati che fanno richiesta di asilo politico sono costretti a vivere nel CARA di Salinagrande in attesa che la commissione competente valuti la loro posizione. I tempi burocratici di attesa per il rilascio del permesso di soggiorno sono lunghissimi, a volte estenuanti. E solo poche volte hanno un esito favorevole.
A tutto questo si aggiungono i problemi di sovraffollamento, le pessime condizioni di vita,le tensioni, anche tra gli stessi richiedenti asilo, generate da questa situazione di disagio.
Se a Salinagrande gli immigrati stanno in giro senza far nulla, o danno segnali di insofferenza, è perché la legge non gli consente di prendere in mano la loro vita così come vorrebbero. Sono persone che scappano dalle guerre o dalle persecuzioni e chiedono solo di potersi muovere, cercare un lavoro, andare altrove, magari lontano da quest’Italia sempre più ingenerosa e intollerante.

Nonostante tutto, sempre a Salinagrande, diversi cittadini hanno notevolmente ridimensionato la questione, e il coro di indignazione e le polemiche esplose a Trapani fanno ben sperare in una accresciuta sensibilità antirazzista e progressista di questa città.
Ci auguriamo vivamente che l’impegno di ogni cittadino per costruire una Trapani più aperta e solidale si rafforzi sempre di più, al di là delle petizioni online o delle discussioni sui social network.
Questa può essere, probabilmente, la lezione più importante che si può ricavare da questa brutta storia dei nostri tempi.

Coordinamento per la Pace – Trapani

09/01/2013

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