Coordinamento per la Pace – Trapani


Trapani, 28 dicembre 2012: foto della manifestazione
30 dicembre 2012, 16:02
Filed under: Antirazzismo, C.I.E. "Serraino Vulpitta", No C.P.T./C.I.E., Territorio

Alcuni scatti della manifestazione antirazzista del 28 dicembre 2012 a Trapani a questo link:

http://gruppoanarchicosalsedotp.noblogs.org/post/2012/12/30/trapani-28-dicembre-2012-foto-della-manifestazione/

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28 DICEMBRE 2012, ANTIRAZZISTI IN PIAZZA

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L’anniversario della strage del Centro di Permanenza Temporanea “Serraino Vulpitta” in cui morirono sei immigrati in seguito a un incendio durante una rivolta, resta una data importantissima per la memoria civile della città di Trapani.
Dopo tredici anni, il “Serraino Vulpitta” è ancora un centro di internamento per immigrati. Funziona a regime ridotto, perché adesso c’è il nuovo Centro di Milo, ma la sostanza non cambia.
Atti di autolesionismo, tentativi di fuga, proteste drammatiche, repressione poliziesca, condizioni di vita insostenibili sono il pane quotidiano per l’umanità rinchiusa a Milo e al Vulpitta, così come in tutti CIE d’Italia. 
Nel nuovo Centro di Identificazione ed Espulsione di Milo c’è una situazione di rivolta permanente. Negli ultimi mesi, in centinaia si sono ripresi la libertà. Quelle sbarre, quei cancelli, quei muri alti e infami non sono poi così impossibili da superare, per fortuna. 
Le rivolte e le fughe di massa non sono solo una risposta alle oggettive condizioni di invivibilità del CIE di Milo, ma rappresentano l’inevitabile prodotto dell’insofferenza di esseri umani che si ritrovano privi della libertà solo perché non hanno un pezzo di carta che gli consenta anche solo di esistere. 
Se foste al loro posto, se anche voi foste nati dalla parte “sbagliata” del mondo, cosa fareste?
Il 28 dicembre rimane una data fortemente simbolica ed estremamente attuale. Perché è doveroso ricordare i morti del “Vulpitta” e tutte le persone che continuano a morire durante le traversate per raggiungere il nostro paese, anch’esse vittime del razzismo di stato. Perché è doveroso denunciare lo sfruttamento degli immigrati, il ricatto del permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro, la ferocia dei governi sui soggetti più deboli. 
E perché è fondamentale, in questi tempi terribili, ribadire che la solidarietà tra gli individui e tra i popoli è il migliore antidoto per fare fronte alla crisi voluta dai padroni, alla repressione ordita dai potenti, al razzismo alimentato dall’ignoranza.

  • Per ricordare Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti, Nasim morti nel rogo del 1999 e tutti i migranti vittime delle frontiere e del razzismo di stato.
  • Per la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione “Serraino Vulpitta” e del CIE di contrada Milo, e di tutti i CIE.
  • Per l’abolizione delle leggi razziste (Turco-Napolitano, Bossi-Fini, Pacchetto sicurezza).
  • Per l’eliminazione del legame obbligatorio tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.
  • Per la libertà di movimento di tutte e tutti, in Italia e nel mondo.
  • Per la solidarietà e la giustizia sociale, contro il razzismo e la repressione.

Antirazzisti trapanesi



NO MUOS, report e foto da Trapani con Antonio Mazzeo
2 dicembre 2012, 21:35
Filed under: Pace, Territorio

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Una bella serata di informazione e dibattito, venerdì scorso, alla Libreria del Corso di Trapani. Alla presenza di un folto pubblico, Antonio Mazzeo ha risposto all’appello del Coordinamento per la Pace per presentare ai trapanesi il suo libro-inchiesta sul mega radar MUOS che la Marina Militare Usa vuole realizzare nel territorio di Niscemi. Negli ultimi giorni, infatti, la mobilitazione popolare a Niscemi contro la costruzione del MUOS ha avuto una rapida accelerazione da quando si è sparsa la voce che presto arriveranno i mezzi pesanti che trasporteranno la mastodontica gru necessaria alla  installazione delle parabole.

Antonio Mazzeo è venuto a Trapani direttamente da Niscemi, dopo una notte all’addiaccio trascorsa al presidio permanente, scaldandosi al fuoco del falò e della rinnovata socialità che i niscemesi e i pacifisti e antimilitaristi siciliani stanno ricostruendo a partire da questo momento di lotta.       mazzeo_nomuos_tp1
Da Niscemi a Trapani, dunque, per raccontare cos’è il MUOS, come funziona, perché è concepito. E per spiegare com’è cambiata la guerra e il modo stesso di intendere il “nemico”. La tecnologia dei nuovi armamenti, sempre più sofisticata, non ti fa guardare gli occhi di chi muore e nasconde, sia a chi combatte pigiando i pulsanti di una consolle, sia all’opinione pubblica, la concreta devastazione delle bombe che distruggono le città e dilaniano i corpi. E poi il MUOS è una bomba ecologica dall’impatto devastante, con le sue onde elettromagnetiche che provocano tumori e leucemie e sterilizzano tutto il territorio circostante.

A Trapani, Antonio Mazzeo ci ha raccontato di come l’invasività delle strutture militari abbia condizionato lo sviluppo dell’intera Sicilia, ricordando che la base militare di Birgi resta uno dei centri nevralgici del controllo Nato sui cieli italiani. Da Birgi sono decollati i bombardieri per la guerra in Libia, mentre l’aeroporto civile è ostaggio permanente delle necessità militari. Ennesima dimostrazione di quanto le servitù militari siano incompatibili con lo sviluppo e il benessere delle comunità.
Infine, l’invito alla divulgazione delle notizie, alla sensibilizzazione, all’impegno in prima persona. Se la Regione siciliana e le altre istituzioni hanno dimostrato un colpevole disinteresse nel far valere le ragioni del diritto e del buon senso, solo una lotta popolare e condivisa può ostacolare e impedire che i signori della guerra possano compiere l’ennesimo scempio sulle teste dei siciliani.

Coordinamento per la Pace – Trapani

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