Coordinamento per la Pace – Trapani


IL BANCO DEGLI IMPUTATI
25 settembre 2011, 15:09
Filed under: Antimafia, Approfondimenti, Ciao Mauro, Comunicati, Documenti, Territorio

L’anniversario del delitto di Mauro Rostagno oggi è un po’ diverso dagli altri. Dopo ventitrè anni, infatti, è la prima volta che il ricordo si accompagna a un dibattimento processuale, tuttora in corso presso la corte d’assise d’appello di Trapani, e iniziato a febbraio.
È senz’altro prematuro tirare le somme, ma è sicuramente lecito esprimere alcune valutazioni.
Innanzitutto, prendono corpo carte e documenti che finora erano rimasti nei cassetti e dai quali si evince il fervido lavoro di inchiesta che Mauro Rostagno aveva deciso di svolgere in un territorio attraversato da interessi incrociati pericolosissimi: mafia, massoneria, servizi segreti. Livelli plurimi che vanno ben oltre il delitto di mafia, proprio perché la mafia è un sistema di potere, complesso e articolato.
Già allora Rostagno si rese conto che la macchina dello stato si inceppò proprio su alcuni processi scottanti, come quello sulla raffineria di droga di Alcamo, o quello sulla loggia massonica coperta Iside 2. Ma nonostante tutto, Rostagno non si fermava, immergendo le mani nel fango di una Trapani crocevia di traffici illeciti (armi e droga) e di significative convergenze tra politica e malaffare.
Da questi primi mesi di dibattimento è piuttosto evidente che gli inquirenti che per primi si occuparono del delitto condizionarono pesantemente la possibilità di scoprire la verità. Personaggi come Nazareno Montanti e Beniamino Cannas hanno fatto in aula la figura che hanno fatto, con le loro numerose amnesie e l’incapacità di giustificare la trascuratezza investigativa della Benemerita, che tutto fece fuorché seguire la pista giusta. E poi c’è lo strano caso degli ultimi riconoscimenti fotografici ai quali sarebbero state sottoposte le sorelle Fonte per individuare gli assassini: funzionari di polizia hanno smentito la circostanza proprio durante il processo.
E così, errori e omissioni in vent’anni di indagini sono stati più volte ricostruiti durante questo primo scorcio di processo, e qualcuno ha sottolineato il rischio che, così facendo, si perdano di vista le accuse ai due imputati mafiosi – Virga e Mazzara – e ci si concentri invece su altri elementi.
L’imbarazzo generale (e quasi inconfessabile) è che sul banco degli imputati ci vadano a finire le istituzioni.
Chissà che, invece, anche questa non sia la pista giusta.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

25/09/2011



ISRAELE E PALESTINA: DALLA PARTE DEI POPOLI
21 settembre 2011, 17:43
Filed under: Comunicati, Documenti, Pace

«Israele si riserva il diritto di cambiare lo status dei territori in Cisgiordania se i palestinesi decideranno di proclamare uno Stato indipendente, in maniera unilaterale, in una prossima seduta delle Nazioni Unite».
Questo l’avvertimento lanciato solo pochi giorni fa dal viceministro israeliano degli Esteri Dany Ayalon di fronte alla richiesta avanzata dal presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas all’Assemblea generale dell’Onu di riconoscimento dello stato di Palestina.
In queste minacce si condensa tutta la violenza militarista dello stato di Israele, una violenza brutale dispiegata da sempre nei confronti della popolazione palestinese. Oggi, infatti, le condizioni di vita dei palestinesi sono pesantissime: repressione, embargo economico, violazione dei diritti umani, sfruttamento delle risorse, e la terrificante separazione dei territori con un muro di cemento e filo spinato per dividere anche fisicamente le due comunità.
Dall’altra parte, il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi è stato preso in ostaggio da avanguardie politico-religiose come Hamas e Al Fatah che, osteggiandosi a vicenda, mirano al mantenimento delle loro posizioni di potere attraverso un militarismo altrettanto violento e liberticida.
Proprio per questo, da diversi anni, si fa avanti in molti settori della società israeliana e palestinese l’idea che la convivenza tra le due comunità sia necessaria e doverosa contro le frontiere esistenti e al di là della creazione di un nuovo stato.
Pur nel silenzio dei media, moltissimi israeliani e palestinesi lottano insieme contro il muro e contro le politiche guerrafondaie delle rispettive classi dirigenti per costruire in quella terra martoriata nuove forme di convivenza civile, laica e pluralista.
Sono in molti a credere, infatti, che la creazione di nuovi stati produca solo nuove barriere, nuovi gruppi di potere, nuovi integralismi e nuova violenza.
E anche noi, contro tutti i signori della guerra, ci schieriamo sempre e comunque dalla parte dei popoli.

Coordinamento per la Pace – Trapani

21/09/2011

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