Coordinamento per la Pace – Trapani


Report e foto dal presidio antirazzista – 23 luglio

La sera di sabato 23 luglio i cittadini e i numerosi turisti che in questi giorni d’estate affollano il centro storico di Trapani, si sono imbattuti nel presidio antirazzista organizzato dal Coordinamento per la Pace e dal Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo”: una grande gabbia allestita nella centralissima piazzetta Saturno che ha portato fisicamente, e in mezzo alla gente, il dolore e la sofferenza dei Centri di Identificazione ed Espulsione per immigrati.
Da dietro le “sbarre”, i manifestanti hanno parlato al megafono spiegando il senso dell’iniziativa, denunciando la vergogna dei CIE e la presenza di ben tre strutture di questo tipo nel territorio trapanese: il vecchio “Serraino Vulpitta”, la nuova grande struttura di contrada Milo, e la tendopoli di Kinisia. Gli anarchici e gli antimilitaristi trapanesi hanno ricordato che Trapani è una città in guerra, con il suo aeroporto in ostaggio della Nato e dal quale continuano a decollare i caccia bombardieri alla volta della Libia. Di qui la necessità di smilitarizzare al più presto lo scalo di Birgi per liberarsi dalle servitù militari che umiliano il territorio.
Davanti a una folla incuriosita e in alcuni casi solidale, i manifestanti hanno parlato di repressione e pacchetto-sicurezza, del bisogno di giustizia sociale e solidarietà per ricostruire una società fondata sulla libertà e l’uguaglianza, contro le frontiere, il razzismo e la guerra.



CHIUDERE I C.I.E., APRIRE LE FRONTIERE!

SABATO 23 LUGLIO

PRESIDIO DI CONTROINFORMAZIONE ANTIRAZZISTA

TRAPANI – P.ZZETTA SATURNO dalle 21,00

“Serraino Vulpitta”, Kinisia, Milo.
Tre lager nella stessa città. Questo è il triste primato che Trapani può vantare in questi mesi terribili scanditi dalla repressione e dalla guerra.
Il nuovo Centro d’Identificazione ed Espulsione di Milo è stato aperto ufficialmente: un mostro che può inghiottire duecento persone colpevoli solo di essere nate nella parte sbagliata del mondo, stando ai criteri dei potenti che dispongono delle vite di noi tutti. Sei milioni di euro investiti nel razzismo e nella repressione istituzionale, sei milioni di euro sottratti ai servizi pubblici, alle risorse idriche di una città strumentalmente assetata, al miglioramento del bene comune. Fortunatamente, anche da Milo si può scappare, così come hanno fatto almeno una ventina di immigrati giusto qualche giorno fa, dimostrando che l’umanità può sempre vincere sulla barbarie del potere.
Il “Serraino Vulpitta” è ancora aperto, con le sbarre affumicate da rivolte che si ripetono periodicamente e che non fanno quasi più notizia. L’apertura del CIE di Milo avrebbe dovuto sancire la chiusura definitiva del primo famigerato centro di internamento per immigrati della città, dove morirono sei persone quasi dodici anni fa. E invece è ancora lì, nel cuore di una Trapani intenta a pensare ad altro.
Alcuni mesi fa, sull’onda della cosiddetta emergenza-sbarchi, il governo italiano pensò bene di allestire una tendopoli a Kinisia, un posto dove ammassare le persone in condizioni di assoluto degrado e invivibilità nelle campagne fra Trapani e Marsala, in una terra di nessuno inquinata dall’amianto sulla pista dell’ex aeroporto militare dove negli anni ’80 partivano e arrivavano, con la copertura dei servizi segreti, aerei carichi di droga e armi. Intanto, dall’aeroporto di Birgi decollano ancora oggi – nell’indifferenza di tutti – i caccia Tornado con destinazione Tripoli, per una delle operazioni di guerra più assurde della storia recente.
Eppure, noi non ci rassegniamo a tutto questo. Torniamo in piazza per ribadire la nostra ferma opposizione alle politiche repressive nei confronti degli immigrati, torniamo in piazza contro il razzismo e il fascismo che avanza sotto forme sempre nuove e sempre subdole, torniamo in piazza contro la guerra e il militarismo.
Per la libertà e l’uguaglianza di tutti, per la pace e la solidarietà internazionale, noi non facciamo un passo indietro.

Coordinamento per la Pace – Trapani
Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” – Trapani



SE VINCE L’UMANITÀ

Ancora una volta l’umanità ha vinto. Le fughe di immigrati dal nuovo Centro d’Identificazione ed Espulsione di contrada Milo dimostrano che l’insopprimibile bisogno di libertà è più forte di qualunque cinico efficientismo repressivo. Sapere che da Milo è possibile scappare significa ridare una speranza a questa città ridotta a un carcere a cielo aperto.
Il nuovo mega-lager di Trapani (una struttura costata un mare di soldi, concepita secondo i più moderni criteri in materia di segregazione) è un mostro di cemento e ferro circondato da sbarre, fatto apposta per contenervi centinaia di esseri umani colpevoli soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo (almeno secondo i criteri di chi dispone delle vite di noi tutti).
Da oggi il CIE di Milo, questo mostro di cemento e ferro, fa un po’ meno paura. Ma quando sarà chiuso, insieme al “Serraino Vulpitta” e alla tendopoli di Kinisia, sarà sempre troppo tardi.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

20/07/2011



IL VERO PECCATO È NON PARLARNE
12 luglio 2011, 14:07
Filed under: Antimafia, Comunicati, Territorio

In Sicilia (ma non solo) ci sono parecchie cose di cui è sempre meglio non parlare. Di mafia, innanzitutto, ma anche di Chiesa. Specialmente quando dai corridoi dei palazzi del potere ecclesiastico emergono le tracce tanto mondane e così poco spirituali della quotidiana attività dei preti.
Nella bufera che ha recentemente coinvolto la Chiesa trapanese si è parlato di gestione allegra del denaro, di audaci operazioni finanziarie relative a due rinomate fondazioni religiose, di scontri personali e di potere fra prelati, e addirittura di un coinvolgimento nella cosiddetta P4. Ce n’è abbastanza per fare tremare i piani alti della Curia, al punto che persino il Vaticano ha proceduto a un clamoroso commissariamento.
E così, in attesa che qualcuno faccia un po’ di luce su quest’oscura faccenda, ci hanno pensato i soliti ignoti a far capire come devono andare le cose a Trapani: “Lasciate in pace monsignor Micciché” ha scritto qualcuno, a scopo intimidatorio, all’indirizzo dei giornalisti Gianfranco Criscenti e Giuseppe Pipitone, colpevoli di aver fatto informazione su queste indicibili vicissitudini clericali e di aver sfidato una fitta coltre di omertà.
A Criscenti e Pipitone, la nostra massima solidarietà contro ogni mafia e ogni bigotto oscurantismo.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamenoperlapace@yahoo.it



FORTRESS EUROPE: REPORTAGE SUL CIE DI KINISIA
7 luglio 2011, 22:44
Filed under: Antirazzismo, Approfondimenti, No C.P.T./C.I.E., Territorio

Segnaliamo un recente e interessantissimo reportage di Gabriele Del Grande sul lager di Kinisia:

http://fortresseurope.blogspot.com/2011/07/guantanamo-trapani-la-grande-fuga-da.html

 

29/12/2007 - Gabriele Del Grande a Trapani per la presentazione del suo libro "Mamadou va a morire"