Coordinamento per la Pace – Trapani


MARE DI FUOCO
14 settembre 2010, 16:05
Filed under: Antirazzismo, Comunicati, Pace, Territorio

I colpi di mitragliatrice sparati da una motovedetta libica contro l’equipaggio del motopeschereccio «Ariete» di Mazara del Vallo svelano, nel loro raccapricciante fragore, la natura criminale degli accordi tra l’Italia e la Libia su cui si fondano la guerra agli immigrati, il controllo delle frontiere, e la tutela degli interessi del capitalismo italiano.
Riteniamo gravissime le dichiarazioni del ministro dell’Interno Maroni, secondo il quale sarebbero sufficienti le scuse ufficiali del governo libico che si è giustificato sostenendo che il peschereccio siciliano è stato scambiato per un barcone di “clandestini”. Parole categoricamente smentite dal comandante del peschereccio mazarese che ha precisato di essersi ampiamente qualificato prima di diventare il bersaglio della polizia libica, coadiuvata da militari italiani.
Dunque, per il governo italiano sparare in mare aperto sugli immigrati è una pratica legittima che si inserisce a pieno titolo nel meccanismo repressivo con cui gli immigrati vengono respinti alle frontiere per essere imprigionati nei centri di detenzione libici e, successivamente, abbandonati al loro destino nel deserto.
Questa vicenda dimostra che le vite degli immigrati e dei lavoratori del mare sono il prezzo da pagare per le agevolazioni all’imprenditoria italiana in Libia, per l’addestramento della polizia libica a cura del governo italiano e per la costruzione di grandi infrastrutture nel paese del dittatore Gheddafi.
Al comandante dell’«Ariete» e a tutto il suo equipaggio – che in più occasioni non hanno esitato a salvare immigrati alla deriva nel Canale di Sicilia – va tutta la nostra solidarietà dopo questo violentissimo attacco che ha il sapore della ritorsione e dell’intimidazione.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

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