Coordinamento per la Pace – Trapani


LA RIVOLTA NON VA IN VACANZA

Tornano vibranti le proteste al C.I.E. “Serraino Vulpitta” di Trapani.
Questa volta in quarantatre hanno tentato un salto per la libertà, e sembra che in molti ce l’abbiano fatta. A tutti i rivoltosi va la nostra solidarietà.
La fuga di massa dal “Serraino Vulpitta”, la seconda in un mese, è un nuovo schiaffo al ministro Maroni e alla sua volontà di riempire l’Italia (e Trapani) di nuovi lager per immigrati. Un ministro che plaude a una presunta diminuzione degli sbarchi ma nulla dice sui criminali respingimenti in mare eseguiti dalla polizia libica con il sostegno logistico delle forze dell’ordine italiane.
Con questa infame guerra agli immigrati il governo – che sa di aver fallito sulle politiche economiche e sociali – continua a offrire i soliti capri espiatori da dare in pasto all’opinione pubblica, alimentando così odio e razzismo.
In un Centro di Identificazione ed Espulsione si può rimanere fino a sei mesi per il solo fatto di essere immigrati, magari dopo aver perso un lavoro e, con quello, il permesso di soggiorno. Anche se nel frattempo ci si è fatta una famiglia e non ci sono più legami con il paese di origine. Oppure si finisce dentro perché il lavoro non lo hai ancora trovato, e ti beccano senza documenti. Perché se sei immigrato puoi vivere solo in funzione della tua sottomissione a un sistema fondato sullo sfruttamento più brutale.
Ma da Milano a Trapani, da Gradisca a Brindisi, i migranti reclusi nei C.I.E. continuano a tenere duro.

CHIUDERE I C.I.E.
NESSUN ESSERE UMANO È ILLEGALE

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

20/08/2010

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