Coordinamento per la Pace – Trapani


ACQUA E LIBERTÀ

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Non è la prima volta che la natura invita alla riflessione, tanto più quando si tratta di catastrofi o eventi estremi che mettono a dura prova gli uomini e le comunità.
I paurosi allagamenti che hanno colpito Trapani dopo qualche ora di pioggia stanno a dimostrare che lo sviluppo di una città e la credibilità di chi pretende di governarla non hanno niente a che fare con la propaganda a base di grandi eventi, notti bianche, cancelli ai monumenti e ordinanze antidemocratiche.
Una città degna di questo nome dovrebbe contare su ben altri requisiti. A cominciare dai servizi, dalla manutenzione delle infrastrutture essenziali (come, in questo caso, di tombini e caditoie), dalla vivibilità quotidiana garantita a ogni cittadino. Eppure, lo stato di abbandono in cui si sono ritrovati i trapanesi del rione Cappuccinelli dimostra che ci sono quartieri che non godono della stessa maniacale attenzione riservata al salotto buono della città-cartolina.
Infine, sembrerebbe che – grazie al blackout di quelle ore – alcuni immigrati reclusi nel Centro di detenzione “Serraino Vulpitta” ne abbiano approfittato per riprendersi libertà e dignità.
Come a dire che qualunque calamità naturale è preferibile alla detenzione in un campo di internamento.
 
Coordinamento per la Pace – Trapani
 
coordinamentoperlapace@yahoo.it

17/09/2009

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