Coordinamento per la Pace – Trapani


ROMPERE IL SILENZIO

All’interno del Centro di identificazione ed espulsione “Serraino Vulpitta” di Trapani un immigrato si è tagliato con una lametta per protestare contro la sua insensata detenzione. Ne è nata una rivolta, repressa dalle forze dell’ordine. Questo episodio si aggiunge ad altri fatti simili accaduti nei giorni scorsi in altri centri italiani: da Torino, a Bari, a Milano gli immigrati si tagliano i polsi, ingeriscono pile, tentano di impiccarsi. Gesti disperati per attirare l’attenzione, per chiedere aiuto, per rompere il silenzio dell’indifferenza. A tutti gli immigrati vittime delle leggi razziste va la nostra solidarietà.

Con l’aumento della detenzione da due a sei mesi, il governo italiano innalza a dismisura il livello di disumanità di queste strutture. Privare della libertà per ben sei mesi una persona che non ha commesso reati significa annientarla fino a conseguenze estreme. Sono luoghi infami che vanno chiusi immediatamente. Lo gridano gli immigrati, lo ribadiamo noi.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

26/03/2009

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