Coordinamento per la Pace – Trapani


CIAO MAURO – VII edizione
29 settembre 2008, 18:37
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Documenti, Territorio, Volantini

Il Coordinamento per la Pace di Trapani promuove e organizza per sabato 4 ottobre alle 17.00 un dibattito pubblico sul tema: “La libertà di informazione in Sicilia a vent’anni dall’omicidio di Mauro Rostagno“. Saranno presenti i giornalisti Carlo Ruta (Ragusa), Pino Maniàci (Partinico) e Ninni Ravazza (Trapani). L’incontro si terrà presso la sala della Chiesa Valdese di Trapani, in via Orlandini 42.
Di seguito si riporta il documento di indizione della manifestazione e alcuni cenni biografici sui relatori.
La cittadinanza è invitata a partecipare!

 ***

Mauro Rostagno ha rappresentato per Trapani e per questo territorio un modello unico di giornalista libero e indipendente, talmente libero da pagare con la sua stessa vita la propria attività professionale e intellettuale.
Ma quello di Rostagno è stato, prima di tutto, un esempio di impegno civile con cui fare luce sulle molte ombre che avvolgevano la vita politica, amministrativa ed economica di Trapani e della sua provincia.  I servizi televisivi del Tg dell’emittente RTC  restano ancora oggi un modello insuperato nel panorama dell’informazione trapanese: la vita sociale e le vicende istituzionali della città venivano realmente messe a nudo, così come le collusioni tra mafia, potere politico e massoneria nella gestione della cosa pubblica. Uno scenario che, a vent’anni dall’eliminazione fisica di Rostagno, non è certamente cambiato: Trapani resta fortemente piegata al dominio mafioso, il divario tra ricchi e poveri è sempre più drammatico, la mancanza di pluralismo fa sì che l’informazione sia considerata in larghissima parte come una cassa di risonanza dei poteri forti.
Sarebbe però scorretto confinare la vicenda Rostagno nei limiti di un delitto di provincia. Il lavoro di Rostagno aveva toccato nervi scoperti che andavano ben al di là delle problematiche locali come la sporcizia nelle strade o le collusioni mafiose della classe politica trapanese. Traffico di armi e di droga, operazioni militari coperte nei cieli di Trapani, rapporti organici tra stato, mafia e massoneria deviata: queste sono solo alcune delle chiavi di lettura con cui comprendere il delitto Rostagno a dimostrazione dell’importanza strategica della città di Trapani negli interessi incrociati di chi realmente detiene il potere nel nostro paese. E allora non sorprende che, in questi lunghissimi venti anni, le indagini sul caso Rostagno abbiano subito continui depistaggi nel tentativo di minimizzare il delitto e sganciarlo dal più ampio contesto in cui era maturato.
A vent’anni dall’omicidio, si è appreso che la magistratura avrebbe finalmente scoperto che Mauro Rostagno è stato materialmente ucciso dalla mafia. Se, dunque, potrà essere fatta giustizia, resta immutata la chiara consapevolezza che questa verità giunge con ingiustificabile ritardo perché essa è, da sempre, patrimonio comune di chi non ha mai dimenticato Rostagno e il suo impegno per una Trapani più libera e vivibile.
La lezione morale e civile offerta da Mauro Rostagno consiste nella convinzione che la libertà di informazione è una delle risorse più importanti per squarciare i tanti veli di omertà che soffocano la nostra vita. Se è vero che la criminalità organizzata prospera nelle ingiustizie, nel ricatto del bisogno, nell’ignoranza e nella cieca sottomissione al potere, allora la lotta alla mafia non può prescindere da una rivolta morale profonda e radicale, dalle lotte per i diritti, dall’esercizio costante dello spirito critico. In questo senso, chiunque di noi può e deve fare informazione così come spetta a ogni cittadino il diritto di fruire di un’informazione corretta e libera.
Fin tanto che i siciliani continueranno a delegare a pochi “eroi” o a un’astratta idea di “legalità” il compito di combattere il dominio mafioso mettendosi in questo modo la coscienza in pace, la nostra terra non potrà mai sperare in un cambiamento reale e duraturo.
È per questo che la speranza di un riscatto potrà avverarsi solo se ognuno di noi si sforzerà di mettere in pratica, a viso aperto, una genuina liberazione quotidiana da ogni sopraffazione e da ogni sopruso.

Coordinamento per la Pace – Trapani

 Dibattito pubblico

La libertà di informazione in Sicilia a vent’anni dall’omicidio di Mauro Rostagno”

Interverranno:

Carlo Ruta – giornalista e storico, redattore de accadeinsicilia.net
Pino Maniàci – direttore di Telejato
Ninni Ravazza – giornalista e scrittore

Sabato 4 ottobre 2008 ore 17.00
Chiesa Valdese, Via Orlandini 42 – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it                         

Carlo Ruta, nato a Ragusa nel 1953, è giornalista e saggista. Da molti anni opera nel campo della storiografia e del giornalismo d’inchiesta. Già direttore della rivista bibliografica “Libri meridionali”, ha pubblicato libri di investigazione storica e sociale come: Il binomio Giuliano-Scelba (Rubbettino 1995), Gulag Sicilia (Rubbettino 1993), Appunti di fine regime (Rubbettino 1994), Cono d’ombra. La mafia a Ragusa (La Zisa, Palermo 1997), Il processo come tarlo della Repubblica (Era Nuova, Perugia 1994) Politica e mafia negli Iblei (La Zisa, 1998), Giuliano e lo Stato (Edi.bi.si., Messina 2003), Segreti di banca. L’Antonveneta dai miracoli del nord-est agli intrighi siciliani (Edizioni Le Pietre, 2004), Morte a Ragusa (Edi.bi.si. 2005), sull’assassinio del giornalista de L’Ora e de L’Unità Giovanni Spampinato. Carlo Ruta ha curato il sito di controinformazione accadeinsicilia.net oscurato dalla magistratura ragusana nel dicembre 2004. Dal febbraio 2005 cura il blog di documentazione storica e sociale leinchieste.com. Collabora con il portale telematico per la pace “Peacelink”, con “L’Isola possibile”(rivista-inserto mensile del quotidiano “Il Manifesto”), e con il mensile “Casablanca” di Riccardo Orioles. È stato recentemente condannato per “stampa clandestina” in relazione all’attività del blog accadeinsicilia.net con una sentenza che suscita grande preoccupazione per la libertà di espressione nel nostro paese.

Pino Maniàci è dal 1999 direttore dell’emittente televisiva Telejato di Partinico.
In tutti questi anni l’attività di Telejato si è distinta per l’incisivo impegno antimafia attraverso un lavoro di informazione e denuncia del potere mafioso in un’area storicamente caratterizzata dalla forte presenza di Cosa nostra. Altri temi trattati sono quelli relativi alla politica locale, alla questione ambientale e alle speculazioni sul territorio. Letizia Maniàci, figlia di Pino e redattrice di Telejato, è stata insignita del premio Maria Grazia Cutuli come giovane giornalista emergente. All’emittente collabora anche Salvo Vitale, già animatore con Peppino Impastato di Radio Aut.
L’attività di inchiesta e il forte impegno antimafioso di Telejato sono all’origine di una serie di gravissime intimidazioni e aggressioni fisiche ai danni di Pino Maniàci.

Ninni Ravazza, nato a Trapani nel 1952 è giornalista dal 1979. Già collaboratore del “Giornale di Sicilia” e del “Diario” di Palermo, tra il 1981 e l’83 è stato redattore del settimanale “L’Opinione” di Roma. Dopo aver lavorato nel 1984 come responsabile del Tg serale dell’emittente TeleScirocco di Trapani, nel 1984 approderà a RTC dove lavorerà fino al 1994 prima come redattore, collaborando fianco a fianco con Mauro Rostagno, e poi come direttore dell’emittente trapanese.
Premio Nazionale di Giornalismo “Pippo Fava” (1987) con un video sulla strage di Pizzolungo, Ninni Ravazza è uno scrittore prolifico che vanta tra le sue pubblicazioni diversi libri sulla cultura mediterranea, la pesca e le tradizioni legate alle attività marinare di ieri e di oggi.

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Gli indesiderati
13 settembre 2008, 08:34
Filed under: Antifascismo, Antirazzismo, Comunicati, Territorio

Facendosi interprete di presunte istanze popolari, il consigliere comunale La Pica ha presentato un’interrogazione al sindaco di Trapani per rimettere ordine a quelle zone della città particolarmente frequentate da immigrati. E se rispondono al vero le sue dichiarazioni riportate dagli organi di stampa, è evidente che La Pica non sa di chi e di che cosa parla. I richiedenti asilo che da alcuni mesi costituiscono una presenza ben visibile per le strade della nostra città sono immigrati che vengono trattenuti nel centro di identificazione di Salinagrande in attesa del responso della commissione territoriale preposta al riconoscimento del diritto di asilo. Nel frattempo, in quanto richiedenti asilo, si trovano in una drammatica sospensione giuridica ed esistenziale: ricevono un sussidio minimo ma non possono lavorare perché la legge glielo vieta. Dunque, non si tratta di “clandestini” così come maldestramente sostenuto da La Pica al quale, forse, non sembra vero di poter cavalcare sul piano locale le politiche repressive e securitarie che già da tempo appestano la società italiana e che tendono a colpire le categorie più deboli: poveri, immigrati, senzacasa, rom, prostitute.
Ci si lamenta dei bivacchi di immigrati in alcune piazze della città, ma ci si potrebbe lamentare altrettanto di come molti consiglieri comunali bivacchino a Palazzo Cavarretta sulle spalle dei cittadini.
Da parte sua, La Pica si affretta a precisare che non è razzista: excusatio non petita accusatio manifesta.

Coordinamento per la Pace – Trapani
coordinamentoperlapace@yahoo.it
https://coordinamentoperlapacetp.wordpress.com

13/09/2008