Coordinamento per la Pace – Trapani


8 MARZO, PER LA LIBERTÀ DI TUTTE/I
8 marzo 2008, 17:44
Filed under: Comunicati, Documenti, Donne

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Impariamo sin da piccoli che ogni parola ha un “genere”.
Ci insegnano che alcune parole sono “femminili”, altre “maschili” e le leggiamo, le pronunciamo, le ascoltiamo. Perché ci sono parole “femminili” che ci accompagnano per una vita intera e che ci possono insegnare e raccontare vite diverse vissute in luoghi diversi.
Perché “donna” è un termine che racchiude in sé dolori e conquiste, corpi e idee.
L’8 marzo, la Giornata Internazionale della Donna, ci chiede di fermarci per un momento, di riflettere, di ricordare conquiste sociali e politiche e di difenderle contro ogni ingerenza esterna, contro ogni violenza.
Perché il silenzio e la sopportazione, da sempre imposti da una concezione patriarcale tutta votata alla sottomissione della donna, non fanno altro che produrre repressione e “non vita”.
Basta scorrere le fredde statistiche (dati Istat) per capire quanto grave sia la guerra quotidiana scatenata contro le donne. Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita e la maggior parte di queste violenze (come il 69,7% degli stupri) arrivano dal partner o dall’ambito familiare, con buona pace di chi preferirebbe addossare ogni colpa a stranieri e immigrati. Ma il silenzio e la vergogna continuano a uccidere dentro, giorno dopo giorno, dal momento che – dati alla mano – il 90% dei casi di violenza non è mai stato denunciato. E che di guerra si tratta lo dimostra il fatto che la prima causa di morte delle donne dai 14 ai 44 anni è la violenza subita da un uomo.
Culturalmente e politicamente, la pretesa dei maschi di dominare la donna è sempre passata dalla volontà di controllarne la sessualità, definendo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, considerandola oggetto del piacere sessuale maschile, schiava per la riproduzione, serva per il focolare.

Ancora oggi, gli attacchi all’autodeterminazione delle donne passano attraverso la delegittimazione del diritto alla maternità consapevole e felice, con un accanimento generalizzato che – periodicamente – torna a colpire il diritto di aborto con una vergognosa criminalizzazione delle donne. Alla testa di queste nuove crociate contro le donne e la libertà, si pongono gli oscuri interpreti di un medioevo duro a morire: preti e reazionari, padroni e moralisti sempre pronti a ficcare il naso nel pancione come tra le lenzuola, pontificando dai pulpiti e dalle tribune politiche.
Gli inaccettabili attacchi alla Legge 194, la mercificazione del corpo femminile, la discriminazione delle donne nella società o nell’accesso alle risorse sono tutte espressioni di una volontà maschilista con cui mortificare ogni donna. E fin quando non si comprenderà che la libertà delle donne è – nella sua essenza – la libertà di tutte/i, allora non sarà possibile raggiungere una vera emancipazione non solo femminile, ma di tutta quanta la società.
Ci sono parole “femminili” che parlano di donne e delle loro vite: “libertà”, “lotta”, “scelta”. Sono parole dalle quali ripartire, donne e uomini insieme, nel rispetto reciproco e contro ogni sopraffazione. L’8 marzo significa questo, prima di tutto.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it
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