Coordinamento per la Pace – Trapani


28/29 dicembre 2007 – Resoconto delle iniziative
31 dicembre 2007, 17:00
Filed under: Antirazzismo, C.I.E. "Serraino Vulpitta", Comunicati, No C.P.T./C.I.E.
Anche quest’anno, in occasione dell’ottavo anniversario della strage nel Centro di permanenza temporanea “Serraino Vulpitta”, abbiamo organizzato una due giorni di iniziative per ricordare tutte le vittime dell’immigrazione e delle frontiere e rinnovare l’impegno e la lotta contro tutte le leggi razziste e per la chiusura di tutti i CPT.
Venerdi 28 dicembre, anniversario del tragico rogo in cui persero la vita Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti, Nasim in seguito a un tentativo di fuga, militanti antirazzisti e cittadini solidali provenienti da Trapani, dalla provincia e da Palermo hanno tenuto un presidio di circa tre ore davanti il CPT “Vulpitta” per esprimere la propria vicinanza e solidarietà agli immigrati reclusi. Per tutto il pomeriggio, un piccolo ma potente sound-system ha sparato musica che i migranti hanno dimostrato di apprezzare salutandoci e applaudendo.
In seguito, gli antirazzisti hanno dialogato con i reclusi che hanno fornito il solito quadro desolante delle condizioni di vita all’interno del CPT: scarsa qualità del cibo somministrato, inadeguatezza e mancanza di riscaldamento degli ambienti e dell’acqua corrente. E poi, storie personali che danno la misura precisa del dramma vissuto da chi, per esempio, viene sbattuto in un CPT dopo quindici anni di permanenza regolare in Italia per il solo fatto di non aver potuto rinnovare il permesso di soggiorno; o da chi si ritrova a essere “clandestino” pur essendo sposato con un’italiana in attesa di un figlio; o da chi viene scoperto a lavorare in nero in campagna e viene condannato per questo alla detenzione amministrativa in attesa di espulsione.
L’amarezza nelle parole degli immigrati era palpabile così come la loro aperta condanna delle leggi italiane che rendono possibili questi soprusi quotidiani. Gli antirazzisti in piazza hanno espresso la loro vergogna per l’esistenza di strutture come il “Vulpitta” ma hanno ribadito ai detenuti il loro impegno affinché i CPT siano chiusi al più presto perché si tratta di una battaglia di libertà nella quale siamo coinvolti tutti, italiani e non italiani.
Sabato 29 dicembre presso l’antico Palazzo della Vicarìa a Trapani si è tenuto un incontro pubblico sul tema “I flussi migratori tra sfruttamento, repressione e derive razziste” alla presenza di molte persone che hanno addirittura riempito la sala conferenze. L’incontro è stato arricchito dalla partecipazione di Gabriele Del Grande, fondatore di “Fortress Europe”, che ha presentato il suo ultimo libro “Mamadou va a morire. La strage dei clandestini nel Mediterraneo” .
La brillante trattazione di Del Grande ha fornito numerosi spunti al dibattito in sala sia attraverso le relazioni di due compagni del Coordinamento per la Pace, sia attraverso gli interventi e le domande sollevate dal pubblico presente. La discussione ha affrontato e analizzato molti argomenti: le dinamiche dei flussi migratori, le ragioni profonde legate alle fortissime sperequazioni tra Nord e Sud del mondo, le politiche repressive degli stati e dei governi funzionali alla tutela degli interessi padronali, il dilagante razzismo presente nella società, fomentato dai media e dalla classe politica con campagne allarmistiche e di emergenza securitaria, la cruda descrizione del CPT “Vulpitta” attraverso l’esperienza diretta di chi vi ha fatto ingresso, la necessità di tenere sempre alta l’attenzione su ciò che accade nei CPT e alle frontiere partendo dalla consapevolezza che più le lotte saranno autorganizzate e indipendenti e più ampi saranno i margini di successo in vista di un miglioramento delle condizioni attuali degli immigrati e, soprattutto, dell’unico obiettivo davvero irrinunciabile: l’abolizione delle leggi razziste e la chiusura dei Centri di permanenza temporanea.
Coordinamento per la Pace – Trapani
31/12/2007
coordinamentoperlapace@yahoo.it
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28/29 dicembre – Contro la Fortezza Europa

A otto anni dalla strage del 28 dicembre 1999 in cui persero la vita sei immigrati, il Centro di permanenza temporanea “Serraino Vulpitta” di Trapani continua a esercitare la sua funzione di istituzione totale, anello terminale di una catena repressiva che ha negli immigrati il proprio obiettivo privilegiato.
Solo negli ultimi dodici mesi sono stati tanti gli episodi che hanno dimostrato il carattere oppressivo del CPT trapanese e la sua assoluta invivibilità: alla fine dello scorso anno, gli immigrati reclusi hanno portato avanti per alcuni giorni uno sciopero della fame contro le precarie condizioni di vita all’interno della struttura; a febbraio è stato appiccato un rogo durante una protesta; a luglio con una rocambolesca fuga di massa una decina di immigrati hanno riconquistato la libertà; a novembre un ragazzo di appena vent’anni ha cercato, senza riuscirvi, di scappare dalla detenzione nel CPT.
Tutto questo, perché essere considerato dalla legge un immigrato irregolare significa essere privato della libertà a causa di una normativa che nega la possibilità di costruire una vita e un futuro anche solo a partire dalla ricerca di un’occupazione. Molto meglio, per gli interessi padronali e di chi gestisce il mercato del lavoro, mantenere un serbatoio di persone ricattabili e sfruttabili attraverso la minaccia della reclusione nei CPT e la quotidiana precarietà di un’esistenza segnata da una clandestinità imposta per legge.
Perché se sei clandestino/a non esisti, e se non esisti non hai diritti.
Lo sanno bene, a Trapani e in provincia, i tanti padroni che sfruttano manodopera immigrata nei campi, nei cantieri, sui pescherecci o nelle case ad accudire anziani; lo sanno bene le mafie che gestiscono la tratta degli esseri umani, un affare di milioni di euro che non esisterebbe senza i dispositivi escludenti della Turco-Napolitano-Bossi-Fini.
Dunque, la spirale repressiva nei confronti degli immigrati non si è affatto arrestata: al contrario, essa si appoggia al razzismo sempre più diffuso in tutto il paese, un razzismo che viene scientificamente sostenuto dalle politiche xenofobe e securitarie volute dal governo Prodi per dare gli immigrati in pasto all’opinione pubblica come capri espiatori a cui addebitare tutti i mali della società italiana. Il pacchetto-sicurezza voluto dal ministro Amato e gli altri analoghi provvedimenti approvati dalla maggioranza di Centrosinistra rappresentano un’ulteriore stretta repressiva con cui vengono conferiti poteri speciali a sindaci e prefetti per espellere gli immigrati poveri e tutti i soggetti ritenuti discrezionalmente indesiderabili. Niente di diverso, a ben vedere, dalle odiose ordinanze razziste dei sindaci leghisti del Nord che tanto hanno fatto discutere ma che trovano piena legittimazione nella politica adottata a livello nazionale del governo di Centrosinistra.
Eppure, nonostante i dati statistici smentiscano categoricamente una relazione diretta tra reati commessi e presenza degli stranieri nel nostro paese, l’allarme sociale legato alla cosiddetta emergenza-criminalità continua a essere fomentato dagli organi di stampa con puntuali campagne che puntano il dito contro gli immigrati e che finiscono con l’alimentare pregiudizi e ostilità. In questo scenario inquietante, sembra che si vogliano occultare le vere emergenze che affliggono il paese e, in particolare, la Sicilia: mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, precarietà e disoccupazione, inquinamento, devastazione dei territori, mancanza di strutture per l’accoglienza vera dei lavoratori immigrati.
Trapani, frontiera di un’Europa sempre più chiusa e inaccessibile alle cui porte muoiono ogni anno centinaia di immigrati nel tentativo di raggiungere le nostre coste, è ben lontana dal potersi definire una città accogliente. Le recenti proteste autorganizzate dei richiedenti asilo trattenuti al centro di identificazione di Salinagrande, dimostrano che tutti i tentativi da parte delle autorità locali e nazionali di veicolare un’immagine positiva e rassicurante di questa struttura (gestita dalla stessa cooperativa che gestisce il CPT) si infrangono impietosamente nell’inefficienza e nell’inadeguatezza di un sistema che non riesce a garantire i diritti fondamentali di chi scappa dalle guerre e dalle persecuzioni e, più in generale, dalla miseria e dalla precarietà.
È per questo che l’abolizione della Bossi-Fini senza tornare alla Turco-Napolitano rimane – insieme alla chiusura del “Vulpitta” e di tutti i Centri di Permanenza Temporanea – un obiettivo essenziale della lotta per la libertà di circolazione e per l’uguaglianza sostanziale di ogni donna e ogni uomo, oltre ogni frontiera e contro ogni discriminazione.
Un obiettivo al quale non si può e non si deve rinunciare.
 
·   Per ricordare Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti, Nasim morti nel rogo del 1999 e tutti i migranti morti nei naufragi, davanti le nostre coste, spariti nelle campagne o sepolti sotto le macerie dei nostri cantieri;
·   per la chiusura del Centro di Permanenza Temporanea “Serraino Vulpitta” e del centro di identificazione di Salinagrande;
·   per la chiusura di tutti i CPT, per l’abolizione delle leggi razziste (Bossi-Fini e Turco-Napolitano) e contro  ogni deriva securitaria; 
·   per la libertà di movimento di tutte e tutti, in Italia e nel mondo;
·   per l’eliminazione del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno;
·   per il riconoscimento dei diritti fondamentali per tutti, immigrati e non: diritto d’asilo, lavoro, casa, salute, istruzione;
·   per l’autonomia dei movimenti e l’affermazione delle strutture di base e dell’associazionismo come luoghi propositivi di democrazia diretta e autorganizzazione delle lotte.

 
TRAPANI, 28 DICEMBRE 2007 
Via Segesta ore 15.00
PRESIDIO ANTIRAZZISTA DAVANTI IL C.P.T. “SERRAINO VULPITTA”
 
TRAPANI, 29 DICEMBRE 2007
ore 17.00
Sala conferenze Palazzo della Vicaria – Via San Francesco d’Assisi 
 
Incontro pubblico su:
I flussi migratori tra sfruttamento, repressione e derive razziste
 
Presentazione del libro:
 
“MAMADOU VA A MORIRE – La strage dei clandestini nel Mediterraneo” 
di Gabriele Del Grande

 
Interverranno:
 
Gabriele Del Grande (fondatore di Fortress Europe)
 
Maria Pia Erice e Alberto La Via (Coordinamento per la Pace – Trapani).
 
 
COORDINAMENTO PER LA PACE – TRAPANI
 
coordinamentoperlapace@yahoo.it
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Solidarietà ai richiedenti asilo
6 dicembre 2007, 16:38
Filed under: Antirazzismo, Comunicati, Documenti, No C.P.T./C.I.E., Territorio

Esprimiamo massima solidarietà ai richiedenti asilo trattenuti al Centro di identificazione di Salinagrande che oggi hanno manifestato a Trapani per rivendicare il diritto allo status di rifugiato, al permesso di soggiorno per motivi umanitari così come a una maggiore efficienza e celerità nello svolgimento delle pratiche da parte della prefettura.
La condizione di estremo disagio in cui versano gli immigrati che fuggono da persecuzioni perché provenienti da paesi dilaniati da guerre e conflitti, viene acutizzata dalla vergognosa assenza nel nostro paese di una legge organica per il diritto d’asilo che riconosca a queste persone tutela e protezione così come prescritto, tra l’altro, dalla Costituzione.
Il carattere spontaneo e autorganizzato della protesta dei richiedenti asilo è una risposta coraggiosa e determinata a una situazione di disagio che è strutturale. A questo proposito, ci chiediamo perché il sindaco Fazio abbia deciso – così come riportato dagli organi di informazione – di sospendere la facilitazione con cui si permetteva agli immigrati di usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici quanto meno per recarsi da Salinagrande a Trapani. Revocare tale provvedimento significa limitare ulteriormente la libertà di circolazione di queste persone mortificando così il loro elementare bisogno di spostarsi e vivere dignitosamente in attesa del responso della Commissione territoriale per il rilascio dei permessi.
Riteniamo grave e piuttosto sintomatico che in questa terra di frontiera quale è Trapani (segnata dalla nefasta presenza di un Centro di permanenza temporanea) le istituzioni pubbliche riescano a garantire ingenti fondi per eventi sportivi, culturali e di intrattenimento, ma non siano in grado di investire risorse per l’accoglienza di chi fugge da guerre e persecuzioni e chiede solo che vengano rispettati i propri diritti.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it
https://coordinamentoperlapacetp.wordpress.com

06/12/2007