Coordinamento per la Pace – Trapani


3-4 novembre 2007 – A Trapani contro la guerra
31 ottobre 2007, 13:29
Filed under: Appelli, Comunicati, Documenti, Pace, Volantini

CONTRO TUTTE LE GUERRE

La realtà in cui viviamo è ormai un incubo totalitario a occhi aperti alimentato dalle stesse democrazie occidentali che cercano di tenere il mondo in pugno con il costante ricatto della guerra al terrorismo e della sicurezza globale. Di globale, invece, c’è solo la condizione di una società dominata dalla tragica normalità della guerra, e che sembra essersi assuefatta ai massacri e ai soprusi che ogni conflitto bellico porta con sé.
È ormai noto che gli interventi militari in Afghanistan e in Iraq – fortemente voluti dagli Stati Uniti d’America e dai loro alleati – si sono basati su menzogne e montature enormi. Osama Bin Laden, già fidato collaboratore degli USA per tutti gli anni ’80, resta sempre lo spauracchio con cui giustificare questa strategia della tensione mondiale, mentre l’Iraq e l’Afghanistan sono paesi ormai devastati dopo anni di guerra incessante. Il Medioriente, la cui perenne destabilizzazione è funzionale agli interessi economici delle grandi potenze (Usa, Russia e Cina) per l’accaparramento delle risorse minerali ed energetiche, resta una polveriera sempre pronta ad esplodere in un gioco al massacro in cui solo gli innocenti pagano per tutti. In questa strategia, i fondamentalismi religiosi sono la miccia più utile per tenere alta la tensione attraverso precise politiche di intolleranza e terrorismo in tutti gli angoli del pianeta.

Il governo italiano continua a coltivare le sue velleità militariste confermando la propria sudditanza agli USA e dotandosi di risorse sempre più ingenti per soddisfare gli appetiti dell’industria militare.
A dispetto delle fuorvianti dichiarazioni del ministro Parisi, la finanziaria 2008 prodotta dal governo di Centrosinistra prevede un aumento per le spese militari di oltre l’11% rispetto all’anno precedente, ovvero, più di 2 miliardi di euro. Per quanto riguarda il bilancio della difesa, si registra una crescita di più di 700 milioni di euro, mentre nella legge finanziaria ci sono oltre 2 miliardi e 400 milioni in più destinati soprattutto agli armamenti. Una quantità di denaro pubblico impressionante che potrebbe essere impiegata per la sanità, l’istruzione, il diritto al lavoro, la tutela ambientale, lo sviluppo economico e che invece viene investita in vere e proprie fabbriche della morte come dimostrano i progetti di ampliamento della base militare Usa di Vicenza e l’imminente realizzazione dell’insediamento industriale di Cameri (Novara) in cui saranno costruiti i micidiali aerei F35. Anche le missioni all’estero costituiscono una voce di spesa inaccettabile dal momento che la finanziaria 2008 prevede un miliardo di euro per il finanziamento delle missioni militari italiane: tutti soldi spesi per operazioni che vengono millantate come missioni di pace ma che in realtà rappresentano l’impegno della casta politica e militare italiana nei teatri della guerra globale e permanente.
Ma non c’è solo la guerra che si combatte all’estero. Esiste anche un fronte interno della guerra che si traduce nella precarizzazione sempre più diffusa, nella disoccupazione cronica, nella mancanza di tutele sui luoghi di lavoro, nella discriminazione degli immigrati sancita per legge, nella guerra senza quartiere ai poveri e agli emarginati per soddisfare gli istinti più irrazionali prodotti da un allarme sociale creato a tavolino.
Eppure, in tutto il mondo c’è ancora voglia di opporre un netto rifiuto alle logiche di guerra e alla distruzione culturale e materiale che ogni guerra produce.

In Italia, il movimento pacifista ha ricominciato a far sentire la propria voce grazie all’impegno delle realtà di base e dei comitati popolari che si oppongono alle politiche belliciste in piena autonomia e indipendenza, rivendicando una gestione diversa e dal basso delle risorse pubbliche e dei territori.
Dunque, opporsi alla guerra significa squarciare il velo di ipocrisie e menzogne di cui tutti i governi si servono per giustificare attacchi militari o provvedimenti legislativi che ledono le libertà individuali e i diritti civili.
Il rifiuto della guerra passa anche attraverso l’obiezione individuale e collettiva delle carriere nelle forze armate e in tutte quelle attività legate a doppio filo con l’industria bellica o l’invasiva presenza di basi militari estere nel nostro paese che drenano enormi risorse e frenano lo sviluppo della collettività.
Scegliere la pace significa disertare il razzismo e l’intolleranza che fomentano l’odio necessario a individuare il nemico da combattere in chi parla una lingua diversa, crede in un’altra religione o, semplicemente, la pensa diversamente da noi.
Il 3 e 4 novembre torneremo in piazza, a Trapani, per sostenere le ragioni del pacifismo e dell’internazionalismo perché non esistono guerre giuste o necessarie, ma solo massacri collettivi voluti da chi si spartisce il mondo sulla pelle di tutti i popoli.
Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, agli studenti, ai lavoratori, alle associazioni e alle strutture di base affinché si uniscano a noi in una due giorni all’insegna dei valori della pace e della cooperazione, della solidarietà e della giustizia sociale, contro la cultura della morte e della sopraffazione affinché anche da Trapani si levi alta la voce di chi non vuole rassegnarsi alla normalità della guerra.

Coordinamento per la Pace – Trapani

Sabato 3 novembre dalle ore 16
P.zza Vittorio Veneto
Presidio contro la guerra – Controinformazione, spazi espositivi a cura delle associazioni

Domenica 4 novembre dalle ore 20 
Via Menandro, 1 c/o sede Cobas
“IV novembre, niente da festeggiare” – Proiezioni di video autoprodotti sulle guerre di ieri e di oggi

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Il caso Rostagno su Blunotte
6 ottobre 2007, 19:49
Filed under: Ciao Mauro, Video



“CIAO MAURO”?
1 ottobre 2007, 16:54
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Comunicati, Documenti, Territorio

“CIAO MAURO”?

Sabato 29 settembre 2007 ha avuto luogo la sesta edizione de «CIAO MAURO», il nostro omaggio alla figura di Mauro Rostagno a diciannove anni dal suo assassinio. L’iniziativa è stata molto partecipata: cittadini, studenti, lavoratori hanno preso parte alle proiezioni, ai momenti di socialità, ai dibattiti che hanno animato la serata.
Questa manifestazione, giunta ormai alla sua sesta edizione, è per noi irrinunciabile dal momento che, in questi anni, abbiamo sempre voluto tenere viva la memoria di Rostagno per prendere spunto dalla sua vicenda umana e professionale nel quadro di una analisi più generale della Trapani di oggi e delle sue prospettive di cambiamento, di affrancamento dal dominio mafioso, di progresso civile e sociale.
Un’iniziativa che, da sei anni a questa parte, noi abbiamo concepito e successivamente realizzato – anche insieme ad altri compagni di strada – sempre con questa semplice e immediata denominazione: CIAO MAURO. Un appuntamento consolidato, conosciuto e riconosciuto a Trapani da cittadini comuni e associazioni attive sul territorio, sempre realizzato con passione e sacrificio, in piena autonomia.
È stata grande la nostra sorpresa nell’apprendere in questi giorni dagli organi di stampa che un soggetto associativo di recente costituzione denominato, con una coincidenza a dir poco sospetta, Associazione “Ciao Mauro” ha promosso una due giorni in memoria di Rostagno intitolata anch’essa, manco a dirlo, “Ciao Mauro”.
Il nostro stupore si è tramutato presto in indignazione. Sia chiaro: in questa città sono auspicabili decine, centinaia, migliaia di iniziative dedicate a Rostagno e alla sua figura, e il nostro impegno quasi decennale in questo territorio è sempre andato in questa direzione.
Ma buon gusto e correttezza etica e politica (e non c’è bisogno di scomodare inesistenti diritti d’autore su Rostagno, che appartiene alla memoria storica di tutti i trapanesi) avrebbero voluto che i promotori della neonata associazione si ricordassero di chi, anni fa e in tempi non sospetti – ben lontani dall’imminente ventennale dell’assassinio che oggi fa gola a molti – tenne a battesimo questa iniziativa apportandovi fino a oggi continuità e visibilità: noi.
Per essere ancor più chiari, non recriminiamo l’esclusione da processi decisionali e fondativi dell’Associazione “Ciao Mauro”. E a giudicare dall’impostazione generale della loro iniziativa, ravvisiamo un’incolmabile distanza di metodo e di contenuto che ci separa, visto che le tribune a uso e consumo di politici e autorità varie non sono mai state nelle nostre corde, tanto meno per un omaggio a Mauro Rostagno.
Quello che denunciamo è l’atto di parassitismo politico e culturale con cui si è scippata la denominazione originale dell’iniziativa creando confusione nell’opinione pubblica e tra gli operatori dell’informazione.
Si è trattato, a nostro avviso, di un episodio di scorrettezza politica che non ha precedenti e che rende un pessimo servizio a quella che è per noi l’idea stessa di società civile e cittadinanza attiva.
Da parte nostra, resta l’impegno a far sì che in questa città sia possibile creare spazi di agibilità e indipendenza per le strutture di base, per l’associazionismo libero e senza condizionamenti, convinti come siamo che i movimenti e la società civile possono incidere concretamente nella realtà circostante solo se sanno mantenersi liberi e autonomi, senza appiattirsi nell’angusto ruolo di serbatoi del consenso per questo o quel rappresentante politico di turno.

Coordinamento per la Pace – Trapani  

coordinamentoperlapace@yahoo.it

 01/10/2007