Coordinamento per la Pace – Trapani


25/08/2006

Il governo di centrosinistra ha chiarito definitivamente a Trapani, attraverso le dichiarazioni del sottosegretario all’interno Marcella Lucidi, la sua linea politica in materia di immigrazione: i centri di permanenza temporanea non saranno affatto chiusi ma saranno gestiti in maniera sempre più efficiente.
In un clima di surreale mistificazione e propaganda, il sottosegretario ha visitato il centro di identificazione di Salinagrande e il CPT “Vulpitta” di Trapani complimentandosi con le autorità locali per l’egregio lavoro svolto e per le impeccabili condizioni in cui versano quelli che noi giudichiamo – e giudicheremo sempre – i due campi di internamento per immigrati della città.
Il sottosegretario Lucidi è stata accolta al suo arrivo al “Vulpitta” da un coro di protesta degli immigrati che – giustamente – denunciavano il loro «sequestro» nella struttura, ma questo episodio non è stato sufficiente a far desistere l’esponente del governo dalla sua stolida e rassicurante recita. Né tanto meno è stata spesa una sola parola sulla protesta di massa che proprio al CPT “Vulpitta” ha portato alcune settimane fa a una fuga rocambolesca di alcune decine di immigrati, avvenimento che conferma – se mai ce ne fosse bisogno – che un CPT è un luogo abietto dal quale non si può non scappare.
Marcella Lucidi ha insistito molto sul «rispetto della persona prima di ogni altra cosa» e sul «prioritario riconoscimento dei diritti della persona». Ci vuole un bel coraggio a sostenere queste tesi visto che uno dei diritti fondamentali di ogni donna e di ogni uomo è proprio quello alla libertà di circolazione e di movimento che i Centri di Permanenza Temporanea negano alla radice assolvendo alla loro bieca funzione di carceri speciali per immigrati.
Denunciamo con forza l’ipocrisia di questo governo che continua a fornire un quadro distorto della realtà e ribadiamo la nostra assoluta opposizione all’esistenza stessa del CPT “Vulpitta”, di tutti i centri di permanenza temporanea, di ogni luogo di internamento per immigrati e dell’intollerabile business che si cela dietro i meccanismi di questa segregazione mascherata da falsa accoglienza a base di sbarre, filo spinato e diritti negati.

Coordinamento per la Pace – Trapani

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