Coordinamento per la Pace – Trapani


Le mani sulla città
26 settembre 2005, 16:43
Filed under: Antimafia, Ciao Mauro, Documenti, Territorio, Volantini

L’ubriacatura collettiva legata alla Coppa America e al suo circo mediatico sta raggiungendo il suo apice.

Sembra che non ci sia niente di più importante delle regate, del loro tam-tam pubblicitario e dell’arruolamento cittadino al quale tutti i trapanesi sono chiamati.

Nonostante questo delirio pilotato abilmente da chi tiene in pugno Trapani, noi preferiamo sottrarci ai fumi della sbornia e vogliamo ragionare con la nostra testa: è secondo noi il modo migliore per ricordare la figura di Mauro Rostagno, morto ammazzato diciassette anni fa proprio in questa città.

Se Mauro fosse vivo non gli sarebbero sfuggite un sacco di cose. E non sfuggono neanche a noi.

Siamo perfettamente consapevoli delle manovre messe in atto negli ultimi anni dai potentati politici ed economici per accaparrarsi il patrimonio edilizio della città di Trapani e del suo centro storico.

Una strategia finalizzata a ridefinire il senso della città, per fare di essa un salottino buono a uso e consumo delle élites: svendita di immobili per pochi spiccioli con conseguente allontanamento dei vecchi abitanti dal centro storico e progressiva borghesizzazione della parte antica della città.

Là dove un tempo c’era il popolo sorgono oggi alberghi di lusso, locali alla moda e tutti i non-luoghi dell’aggregazione per benestanti. Una Trapani artificiale a misura di turista: questo è il progetto che i padroni della città hanno in mente e stanno già attuando.

Non ci sfugge neanche il senso ultimo di queste regate di vela. Ben inteso, noi non ce l’abbiamo con la vela ma ci riesce difficile prendere in simpatia una gara tra miliardari che pilotano imbarcazioni che valgono milioni di euro. È uno schiaffo alla miseria difficile da digerire, soprattutto se il campo di regata è quello stesso mare che è ormai un cimitero di acqua solcato un giorno sì e l’altro pure da un’umanità disperata fatta di immigrati che cercano nel nostro paese un futuro migliore e ai quali lo Stato sbatte vergognosamente la porta in faccia.

È inutile blaterare di apertura al Mediterraneo e di Trapani come città cosmopolìta testa di ponte fra Europa e Nord Africa quando nella nostra città ci sono ben due campi di internamento per immigrati: il CPT “Vulpitta” e il Centro di identificazione di Salinagrande.

Non ci sfugge neanche il modo in cui verranno inaugurate queste regate: una grande abbuffata nel centro storico di Trapani riservata esclusivamente a pochi selezionatissimi invitati che – con il centro super-blindato – banchetteranno amabilmente in Corso Vittorio Emanuele e in Via Torrearsa. In poche parole, lo spazio pubblico viene ridotto grottescamente a luogo privato. Le strade che sono di tutti diventano all’improvviso la sala da pranzo di pochi. E il pranzo (come tutto il resto), che piaccia o no, lo offrono i contribuenti cioè tutti noi.

E non ci sfugge neanche l’autoritarismo con il quale sono stati trattati tutti quelli che a buon diritto hanno posto questioni di forma e di merito sulla gestione dei cantieri del porto. La tutela dell’ambiente non è un capriccio ma una necessità, e per fortuna il tentativo di riempire di melma e cemento le saline di Trapani è stato sventato. Almeno per il momento.

Troppi conti non tornano in questa città narcotizzata dai poteri forti.

La perenne emergenza idrica, la disoccupazione devastante, il malessere sociale che si respira quotidianamente nelle periferie (Fontanelle Sud, Cappuccinelli, San Giuliano) abbandonate a loro stesse, la mancanza di pluralismo nell’informazione e quindi di una dialettica democratica degna di questo nome sono tutti sintomi di una condizione estremamente grave.

Si dice in giro che è il momento di sognare.

Può darsi, ma per il momento vogliamo tenere gli occhi bene aperti perché la realtà delle cose è molto più dura e complessa di quanto non vogliano farci credere.

Democrazia, pluralismo, reti di solidarietà, spazi di aggregazione per i giovani, acqua, servizi, lavoro, libertà di circolazione per tutti: di questo ha bisogno Trapani così come qualunque posto nel mondo.

Oggi più che mai restiamo lucidi così come avrebbe fatto Mauro Rostagno, morto ammazzato diciassette anni fa proprio in questa città.

Coordinamento per la Pace – Trapani



Ciao Mauro – IV edizione
21 settembre 2005, 19:19
Filed under: Antimafia, Appelli, Ciao Mauro, Comunicati, Documenti, Territorio, Volantini

Il 26 settembre 1988 Mauro Rostagno veniva ucciso con tre colpi di fucile lungo la strada che porta alla comunità Saman, nelle campagne di Trapani. Ex militante di Lotta Continua, da Torino, sua città natale, dopo tre anni vissuti in India, Mauro era arrivato a Trapani legandosi così profondamente a questa città tanto da definirsi più trapanese di chiunque altro, perché questa cittadinanza lui l’aveva scelta consapevolmente, attraverso l’impegno sociale e l’attività giornalistica. I servizi televisivi del Tg dell’emittente RTC diventarono presto un evento rivoluzionario che entrava nella quotidianità di tutti i cittadini raccontando scrupolosamente la vita sociale e istituzionale della città: aule di tribunale, riunioni del consiglio comunale, i processi sulle logge massoniche, i retroscena del malaffare e delle attività dei poteri forti, della mafia e dei potentati politici ed economici. Un modello comunicativo, quello offerto da Rostagno, che era mirato non solo alla denuncia e all’esercizio di un giornalismo libero e indipendente da qualsivoglia potere politico ma anche alla diffusione di una concezione critica e autonoma della fruizione del mezzo di comunicazione da parte degli utenti: il giornalista al servizio del cittadino e il cittadino che fa del giornalismo uno strumento di libertà. A diciassette anni dal suo assassinio Trapani non solo non è cambiata, ma versa in una gravissima situazione di monopolio dell’informazione e di generale appiattimento politico, culturale e sociale in cui non è ammesso contraddittorio e la dialettica democratica è ridotta al rango di fastidioso incidente di percorso. Nella sbornia mediatica legata alle regate di vela di fine settembre, spacciate come la panacea di tutti i nostri mali, vogliamo ricordare Mauro Rostagno affrontando il tema dell’informazione e della partecipazione democratica nella nostra città insieme a tutte le realtà associative che operano sul territorio, ai giornalisti e a tutti i cittadini cui sta a cuore il progresso sociale e civile di Trapani. È il modo migliore per tenere vivo il ricordo di Mauro e onorare il suo impegno per questa città e per tutti noi.

Coordinamento per la Pace – Trapani

Arci Agorà

Arciragazzi

“CIAO MAURO” – IV edizione

Promuovono: Comunità Saman, Coordinamento per la Pace, Arci Agorà, Arciragazzi

SABATO 24 – COMUNITA’ SAMAN DI LENZI (VALDERICE) – TP ore 18.00 – Incontro/dibattito su “Mauro Rostagno, modello di comunicazione”

ore 20.00 – spuntino offerto dai ragazzi della Comunità

ore 21.00 – Performance teatrale di Roberto Simonte

ore 22.00 – Intervento dell’attore di teatro Renato Scarpa

ore 22.30 – Compagnia degli artisti di strada dell’associazione “La Mongolfiera”

ore 23.00 – Contributi musicali di Giacometta Siragusa e Antonio Papa

DOMENICA 25 – TRAPANI, P.zza Vittorio Veneto fronte Municipio ore 10.00 – Spazi di (contro)informazione e mostra tematica di fotografia

DOMENICA 25 – COMUNITA’ SAMAN DI LENZI (VALDERICE) – TP

ore 18.00 Musica dal vivo

ore 20.00 – “Pane cunzato” offerto dai ragazzi della Comunità

ore 21.00 – Film documentario “UNA VOCE NEL VENTO” di Alberto Castiglione

ore 22.30 – MISTURA in concerto

«Noi non vogliamo trovare un posto in questa società ma creare una società in cui valga la pena di trovare un posto». Mauro Rostagno



14/09/2005
14 settembre 2005, 16:39
Filed under: Antirazzismo, Comunicati, Lavoro, No C.P.T./C.I.E.

La morte si abbatte ancora una volta su un luogo di reclusione per immigrati a Trapani.
Dopo la tragedia del 28 dicembre 1999 in cui persero la vita sei immigrati detenuti al CPT “Vulpitta” in seguito a un incendio, nel pomeriggio di lunedi 12 settembre 2005 un impiegato della Cooperativa “Insieme” è morto in un incredibile incidente accaduto nel Centro d’Identificazione per Richiedenti Asilo di Salinagrande.
Un tetto che si sbriciola sotto i piedi di una persona intenta a recuperare un pallone è la drammatica conferma di come questo tipo di strutture continuino a essere ingestibili e insicure.
Ministero degli interni e Prefettura di Trapani dovranno senz’altro rispondere di questo fatto increscioso perché il Centro di Salinagrande non risponde evidentemente a requisiti minimi di sicurezza.
Questa struttura “flessibile” zona grigia che oscilla tra le funzioni di un CPT e quelle apparentemente meno coercitive di un Centro d’Identificazione deve essere chiusa al più presto.
Esprimiamo solidarietà ai famigliari dell’impiegato rimasto ucciso e rinnoviamo ai responsabili e ai semplici lavoratori della Cooperativa “Insieme” il nostro invito a dissociarsi da ogni convenzione istituzionale e da ogni gestione del CPT e del Centro di Salinagrande.
Essere custodi di galere per immigrati non significa fare accoglienza.
Morire per gli interessi del Ministero degli interni e della Fortezza Europa è inaccettabile.

Coordinamento per la Pace – Trapani



13/09/2005
13 settembre 2005, 16:39
Filed under: Antirazzismo, C.I.E. "Serraino Vulpitta", Comunicati, No C.P.T./C.I.E.

Apprendiamo dalle dichiarazioni dell’onorevole Deiana del Partito della Rifondazione Comunista che l’umanizzazione dei campi di concentramento per immigrati – i Centri di Permanenza Temporanea – è non solo possibile, ma praticamente un dato di fatto. In seguito a una sua recentissima visita al CPT “Vulpitta” di Trapani, l’onorevole Deiana ha potuto appurare che le condizioni generali della struttura sono buone e agli immigrati è addirittura garantita assistenza sanitaria. E meno male, ci vien da dire. Non vorremmo che Deiana si aspettasse o si augurasse di trovare al CPT di Trapani liquami maleodoranti o forme di abbrutimento schiavista – piuttosto frequenti, tra l’altro, in molti CPT d’Italia e di Europa – per poter calibrare una critica dura, seria e intransigente a tutti i CPT, “Vulpitta” compreso. Alla Deiana ci preme ricordare che nessuna gestione “umana” dei CPT è possibile proprio perché queste strutture rispondono a una abietta esigenza di eliminazione dell’umanità: quell’umanità indesiderata e marginalizzata incarnata dagli immigrati che lo Stato marchia come “clandestini”.Non una semplice struttura detentiva bensì una struttura di esclusione sociale. Da questo punto di vista qualsiasi CPT è intollerabile così come intollerabili sono gli atteggiamenti indulgenti di fronte a ciò che non dovrebbe neanche esistere. Nell’esprimere massima solidarietà o ogni immigrato recluso rimarchiamo la nostra incompatibilità e il nostro rifiuto per tutti i CPT e continueremo a essere presenti e attivi per fare di Trapani una terra aperta e solidale contro ogni razzismo.

Coordinamento per la Pace – Trapani