Coordinamento per la Pace – Trapani


29/04/2005

L’assoluzione dell’ex prefetto di Trapani Leonardo Cerenzìa da parte dei giudici della prima sezione della corte di appello di Palermo che sollevano l’imputato da ogni responsabilità in merito alla strage del Centro di Permanenza Temporanea “Serraino Vulpitta” avvenuta nel dicembre del 1999 in cui persero la vita sei immigrati, costituisce un ulteriore insulto alla memoria e alla dignità di chi perse la vita nel tentativo di conquistare la propria libertà per fuggire da una carcerazione ingiusta e feroce.
Con questa sentenza che riconferma l’assoluzione in primo grado di Leonardo Cerenzìa avvenuta un anno fa, si ribadisce la linea di integrale giustificazione delle politiche e delle pratiche repressive con le quali le istituzioni intendono affrontare l’immigrazione.
Così come affermammo all’indomani della sentenza assolutoria di primo grado, la storia di questo Paese dimostra che difficilmente lo Stato processa e condanna se stesso ed è con questa consapevolezza che prendiamo atto di questa seconda ingiustizia.
In questi giorni mentre in Sicilia un prefetto viene assolto, a Milano è proprio la locale prefettura che – non riconoscendo la dignità e la legittimità delle rivendicazioni degli immigrati in sciopero della fame reclusi nel CPT di Via Corelli – dimostra una palese ostilità nei confronti dei detenuti e degli antirazzisti che li sostengono.
Non ci sfugge il valore politico della sentenza d’appello che assolve Cerenzìa: il diritto alla libertà, all’incolumità fisica, al riscatto sociale è un lusso che gli immigrati non possono e non devono permettersi.
Ribadiamo, oggi come ieri, la nostra condanna politica e morale ai Centri di detenzione per immigrati e alle leggi che li hanno partoriti e modificati.
Confidiamo nell’autorganizzazione delle lotte antirazziste in cui migranti e italiani si battono fianco a fianco per la libertà di tutte e di tutti.
Continuiamo nel nostro impegno per la chiusura del CPT “Vulpitta” di Trapani e di tutti i CPT ovunque essi siano.
Non dimentichiamo Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti e Nassim morti per la libertà.

Coordinamento per la Pace – Trapani

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25 aprile 2005 – Sessantesimo anniversario della Liberazione
25 aprile 2005, 16:33
Filed under: Antifascismo, Comunicati

Nel sessantesimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal fascismo e dal nazismo, esprimiamo tutto il nostro rispetto e la nostra condivisione per i valori di libertà, emancipazione e giustizia sociale difesi da donne e uomini che nella lotta di Resistenza si impegnarono per la costruzione di una società nuova, libera, e democratica.
Purtroppo siamo ancora oggi costretti a registrare la recrudescenza di una sub-cultura fascista e antidemocratica che permea di sè molti settori della vita sociale e politica del Paese: autoritarismo, razzismo e intolleranza sono fantasmi di un passato con il quale dobbiamo ancora chiudere i conti e che trovano forza in un martellante revisionismo storico che pretende di equiparare fascismo e antifascismo in nome di una improbabile riconciliazione nazionale dalla quale prendiamo radicalmente le distanze.
Essere antifascisti oggi significa impegnarsi per la costruzione di una società più giusta, più equa, più solidale, più libera: nelle lotte antirazziste; nel rifiuto della guerra; nella lotta alla mafia e alle ingiustizie che lacerano il nostro territorio coltiviamo ogni giorno la nostra quotidiana Liberazione dai fascismi di ogni tipo.

Coordinamento per la Pace – Trapani



Solidarietà a Giuseppe Gandolfo
23 aprile 2005, 16:31
Filed under: Antimafia, Comunicati, Territorio

Esprimiamo massima solidarietà al Coordinatore provinciale di Libera Giuseppe Gandolfo e alla sua famiglia, vittima di una grave intimidazione di chiara matrice mafiosa.
La vigliaccherìa con la quale qualcuno ha voluto colpire Gandolfo è la dimostrazione lampante di come il costante impegno e la capillare attività delle forze sane del nostro territorio riescano a contrastare efficacemente il blocco di potere mafioso che vorrebbe continuare a tenere in ginocchio la società siciliana.
In particolare, Trapani e la sua provincia, lungi dall’essere delle oasi di tranquillità come si vorrebbe far credere, restano dei territori ingabbiati in una “pax mafiosa” interrotta all’occorrenza proprio quando vengono colpiti e messi in discussione determinati interessi.
Nel ribadire il nostro sostegno a Gandolfo e a tutta Libera, continueremo a lavorare per togliere costantemente terreno alla subcultura e alle pratiche mafiose che da troppo tempo ormai legano il nostro territorio a un destino di sottomissione e ingiustizia.

Coordinamento per la Pace – Trapani



IL RISPETTO DELLA MEMORIA
14 aprile 2005, 16:29
Filed under: Antimafia, Comunicati, Territorio

Riteniamo semplicemente agghiacciante la recente notizia secondo la quale – dietro l’esplicito consenso del sindaco di Erice, Sanges – potrebbe sorgere nei prossimi mesi una struttura turistico-ricreativa nell’area in cui il 2 aprile del 1985 morirono la signora Barbara Asta e i suoi due figli in seguito all’attentato mafioso ordito contro il giudice Carlo Palermo.
Al di là delle procedure e degli accordi sulla parziale cessione dell’area tra il proprietario e l’amministrazione comunale, siamo indignati per la leggerezza e il cinismo con cui lo stesso Sanges si è espresso a favore dell’installazione di chioschi, tavolini e altre amenità in un luogo che dovrebbe invece mantenere viva la memoria di un delitto che incarna in sè tutta la brutalità e l’orrore di cui è capace Cosa Nostra.
Lungi da noi il pensare che da parte dell’Amministrazione comunale di Erice ci sia la deliberata volontà di occultare il ricordo della strage, ma nello stesso tempo non ci convincono affatto gli argomenti del sindaco Sanges che alla tristezza di un “mausoleo” vorrebbe contrapporre la vitalità di iniziative imprenditoriali in un’ipotetica chiave antimafiosa.
In breve, trasformare il luogo in cui avvenne la strage di Pizzolungo in un’area attrezzata per il divertimento turistico costituirebbe una gravissima offesa scagliata contro i morti e contro i vivi che ancora oggi portano con sè ferite che non si chiuderanno mai.
Esprimiamo massima solidarietà ai parenti delle vittime del 2 aprile 1985, e ci impegneremo a vigilare affinché siano rispettati e salvaguardati nel nostro territorio i valori dell’antimafia, della legalità e del rispetto per tutti i morti ammazzati dalla criminalità organizzata.

Coordinamento per la Pace – Trapani