Coordinamento per la Pace – Trapani


28 dicembre 1999 – 28 dicembre 2009

Dieci anni fa si consumava a Trapani la strage dell’allora Centro di Permanenza Temporanea “Serraino Vulpitta”. In seguito a una rivolta, sei immigrati detenuti nella struttura morirono a causa di un incendio divampato nella camerata in cui erano stati rinchiusi.
Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti e Nassim – questi i loro nomi – persero la vita in un estremo tentativo di riprendersi la libertà che gli era stata negata.
Fin da subito apparvero evidenti le carenze strutturali del CPT “Vulpitta, un’ex casa di riposo per anziani adibita a campo di internamento per immigrati.
Dopo quei tragici fatti, anche grazie alla spinta degli antirazzisti trapanesi e di tutta la Sicilia che mantennero alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vicenda, fu istruito un processo che vide alla sbarra l’allora prefetto di Trapani Leonardo Cerenzìa, imputato – in qualità di responsabile amministrativo della struttura – di omissione di atti d’ufficio, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, omessa cautela. Da quel procedimento emersero elementi di negligenza e omissioni che dimostravano la generale inadeguatezza di chi – a tutti i livelli – gestiva il CPT. Nell’aprile 2004, nel solco della peggiore tradizione delle stragi impunite di questo paese, Cerenzìa fu assolto da tutti i capi d’accusa e la sentenza fu confermata, un anno dopo, in appello. Nessun colpevole, dunque, tranne l’immigrato che materialmente appiccò l’incendio.

In questi dieci anni, la storia del CPT “Serraino Vulpitta” è stata continuamente scandita da episodi simili. Decine e decine di rivolte, di tentativi di fuga, di evasioni più o meno riuscite, di atti di autolesionismo, di tentati suicidi, di scioperi della fame, di proteste individuali e collettive. Per non parlare poi delle denunce degli immigrati che, in più occasioni, hanno puntato il dito contro l’invivibilità della struttura e le violenze delle forze dell’ordine deputate alla sorveglianza dei trattenuti.
Una storia, quella del “Serraino Vulpitta” in tutto simile a quella degli altri Centri di detenzione per immigrati sparsi per l’Italia. Galere etniche in cui le persone vengono rinchiuse solo perché classificate dalla legge come “irregolari” o “clandestine”.

A dieci anni dal rogo del “Vulpitta” – il primo Centro istituito in Italia dalla legge Turco-Napolitano del 1998 – il livello della repressione nei confronti degli immigrati in Italia è addirittura peggiorato.
Governi di centrodestra e di centrosinistra hanno garantito una sostanziale continuità nelle normative sull’immigrazione, sempre finalizzate a rendere difficilissimo l’ottenimento del permesso di soggiorno e a creare un’enorme massa di manodopera a basso costo esposta al ricatto della clandestinità, delle mafie e dei trafficanti di esseri umani.
Negli ultimi dieci anni le campagne di criminalizzazione promosse dalla classe dirigente nei confronti degli immigrati hanno spianato la strada a un razzismo diffuso, a un’aperta ostilità contro gli stranieri, accusati di essere gli artefici di tutti i mali della nostra società. Il cosiddetto pacchetto-sicurezza è, nell’ordine, l’ultimo atto di una politica fondata sulla paura e l’autoritarismo, improntata al restringimento delle libertà civili (come i divieti a manifestare o a vivere liberamente gli spazi urbani) in nome della “sicurezza” o, peggio, di un presunto “decoro”.
La legge Bossi-Fini sull’immigrazione è stata ulteriormente inasprita dalle norme contenute nel pacchetto-sicurezza in cui si dispone la costruzione di nuovi Centri di detenzione per immigrati, il prolungamento della detenzione fino a sei mesi, il carattere penale del reato di clandestinità, il respingimento in mare dei migranti.
A Trapani, città di frontiera già segnata dalla presenza del “Vulpitta”, è in fase avanzata di costruzione un nuovo e più grande Centro di identificazione ed espulsione in contrada Milo, all’estrema periferia della città, un nuovo lugubre monumento al razzismo di stato.

Negli ultimi dieci anni la migliore resistenza al razzismo è stata offerta proprio dagli immigrati, dalla loro autorganizzazione, dalla loro capacità di mobilitarsi per difendere i loro diritti. Le stesse rivolte, sempre frequenti in tutti i Centri di detenzione d’Italia (da Trapani a Caltanissetta, da Milano a Roma, da Modena a Bari, da Lampedusa a Gradisca d’Isonzo), sono la testimonianza più drammatica di quanto sia insostenibile la privazione della libertà quando si viene incriminati non per ciò che si fa ma per ciò che si è.
Nel decimo anniversario della strage del “Serraino Vulpitta”, il ricordo di quei fatti non può prescindere da una rinnovata opposizione all’esistenza di queste strutture e dal rifiuto netto di qualunque discriminazione e di ogni razzismo.
Non ci arrenderemo mai all’idea di vivere in un paese razzista, un paese in cui la libertà e i diritti vengono oltraggiati dall’arroganza del potere.
Non ci arrenderemo mai alla tentazione di considerare luoghi come il “Serraino Vulpitta” necessari o “normali”.

–   Per ricordare Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti, Nasim morti nel rogo del 1999 e tutti i migranti morti nei CPT, davanti le nostre coste, spariti nelle campagne o sepolti sotto le macerie dei nostri cantieri.
–   Per la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione “Serraino Vulpitta” e contro l’apertura del nuovo CIE di contrada Milo.
–   Per la chiusura di tutti i CIE (ex CPT), per l’abolizione delle leggi razziste (Bossi-Fini e Turco-Napolitano) e del pacchetto-sicurezza.
–   Per l’eliminazione del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.
–   Per la libertà di movimento di tutte e tutti, in Italia e nel mondo.
–   Per il riconoscimento dei diritti fondamentali per tutti, immigrati e non.
–   Per l’autonomia dei movimenti e l’autorganizzazione delle lotte.
–   Per la solidarietà e la giustizia sociale, contro ogni razzismo.

Coordinamento per la Pace – Trapani
Associazione “Amici del Terzo Mondo” – Marsala
Ass. Italia-Tunisia
Ass. Senza Sponde
Ass. Un legale per tutti
CGIL – Trapani
Chiesa Valdese di Trapani e Marsala
Coordinamento Anarchico Palermitano
Federazione Anarchica Siciliana
Federazione Siciliana FdCA
Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Movimento “Per Erice che vogliamo”
Partito della Rifondazione Comunista – Circolo “M. Rostagno” Trapani
Sinistra Ecologia e Libertà – Trapani
Un’Altra Storia – Trapani

Domenica 27 dicembre – volantinaggio informativo lungo via G.B. Fardella a partire dalle ore 18

Lunedì 28 dicembre – ore 15,30 presidio antirazzista davanti il Centro di Identificazione ed Espulsione “Serraino Vulpitta”

Lunedì 28 dicembre – ore 18 c/o Cine Teatro Don Bosco di via Marino Torre, n. 15 proiezione e assemblea cittadina




14 novembre – In piazza contro il razzismo e l’autoritarismo

S abato 14 novembre a partire dalle 17, il Coordinamento per la Pace di Trapani organizza un presidio informativo contro il pacchetto-sicurezza, le leggi razziste e l’autoritarismo nel nostro paese.
Riteniamo che in questi tempi terribili in cui viviamo, scanditi dall’indifferenza e dal generale arretramento sociale e culturale della società italiana, sia necessario rilanciare le mobilitazioni e l’impegno per recuperare gli spazi di libertà e di civiltà che vengono quotidianamente erosi dalla classe dirigente del paese.
Anche Trapani è stata investita negli ultimi anni da politiche improntate al restringimento dell’agibilità sociale e democratica.
Ed è per questo che saremo in piazza: per manifestare contro il dilagare dell’autoritarismo.
Facciamo appello ai sinceri democratici e tutte le persone cui sta a cuore la libertà, a partecipare al presidio di sabato 14.

Il Coordinamento per la Pace

coordinamentoperlapace@yahoo.it

Di seguito, il documento di indizione dell’iniziativa

***

Nella fase di profonda crisi economica e sociale in cui viviamo, chi governa individua nelle persone più deboli i capri espiatori su cui scaricare la frustrazione di un intero corpo sociale.
Il cosiddetto pacchetto-sicurezza racchiude in sé tutta la carica illiberale e autoritaria di una classe dirigente che da diversi anni ha deciso di governare con la paura. In particolare, l’accanimento repressivo nei confronti degli immigrati ha fatto un salto di qualità inaudito.
Con i respingimenti in mare il governo italiano manda a morire donne e uomini che intraprendono il viaggio della vita, nella speranza di costruirsi un futuro lontano da guerre, persecuzioni o – più semplicemente – dalla più assoluta povertà.
Con l’introduzione del reato di clandestinità, è stato sancito un diritto speciale rivolto ai soli immigrati, criminalizzati non per ciò che fanno ma per ciò che sono.
Con l’aumento del periodo di internamento da due a sei mesi nei centri di identificazione ed espulsione, è stato rilanciato il ruolo di queste strutture detentive per immigrati come il “Serraino Vulpitta” di Trapani, dove proprio dieci anni fa morirono sei persone durante un tentativo di fuga.
Questa democrazia blindata – costruita sul rancore per chi è povero, per chi è straniero, per chi non è omologato al pensiero dominante – si traduce nell’applicazione di provvedimenti che restringono paurosamente l’agibilità democratica nelle nostre città. Tutto è vietato nelle città plasmate dalla paura: manifestare, fare un volantinaggio, chiedere l’elemosina, vendere accendini a un semaforo, o anche solo mangiare qualcosa per strada o appisolarsi su una panchina. E tutto questo in nome della “sicurezza” o, peggio, del “decoro”.

Noi pensiamo che una società veramente sicura e decorosa è quella libera dal bisogno, una società in cui è possibile vivere pienamente nel rispetto dei diritti fondamentali, una società che valorizza la libertà e la solidarietà senza rinchiudersi negli steccati della paura.
È necessario ricostruire reti di aiuto reciproco, è necessario opporsi all’arroganza del potere, bisogna resistere a questo nuovo buio della storia prima che sia troppo tardi.

CONTRO IL PACCHETTO-SICUREZZA

PER LA CHIUSURA DEL “SERRAINO VULPITTA” E DI TUTTI I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE

ED ESPULSIONE PER IMMIGRATI

CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE NOSTRE VITE

PER LA LIBERTÀ E LA SOLIDARIETÀ FRA TUTTE/I

TRAPANI, P.zza VITTORIO VENETO
SABATO 14 NOVEMBRE, dalle ore 17

Coordinamento per la Pace – Trapani


LOTTARE CONTRO LA MATTANZA SOCIALE
Gennaio 30, 2009, 11:38 am
Archiviato in: Comunicati, Documenti, Lavoro, Territorio

Le morti sul lavoro, sempre più frequenti in tutto il paese, rappresentano un bollettino di guerra. Una guerra contro i lavoratori che i padroni scatenano quotidianamente attraverso la mancanza di regole, di tutele dei diritti e della stessa incolumità fisica di chi lavora nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi.

Al di là degli incidenti e della fatalità – sempre meno giustificabili – l’impressionante numero di lavoratori feriti o deceduti dimostra che lavorare è diventato sempre più pericoloso. L’aumento esponenziale di queste tragedie è il risultato concreto delle politiche pubbliche – avallate dalla complicità dei sindacati concertativi – che negli ultimi quindici anni hanno ridisegnato il mercato del lavoro riducendo progressivamente i diritti dei lavoratori per garantire gli interessi di chi sfrutta e vive del lavoro altrui. I contratti a tempo determinato, il precariato cronico, la frammentazione dei processi produttivi, gli attacchi allo statuto dei lavoratori sono gli strumenti giuridici e materiali con cui è stato possibile scardinare diritti e sicurezza. Perché se sei precario (nel caso degli italiani) o clandestino (nel caso degli immigrati), protestare o rivendicare diritti significa essere licenziato in tronco. In questo modo, per il padronato diventa più facile e conveniente risparmiare in sicurezza e tutele. Ma quando ci scappa il morto, il trucco è svelato drammaticamente.

Per invertire questa tendenza è necessario che i lavoratori, al di fuori delle mediazioni politiche e sindacali che sono all’origine di questa mattanza sociale, riprendano coscienza dei loro diritti, si autorganizzino il più possibile, vigilino direttamente sull’applicazione di quelle poche garanzie ancora esistenti, lottino per migliorare qualità del lavoro e salari. Non hanno nulla da perdere, se non le loro catene.

Coordinamento per la Pace – Trapani

30/01/2009



28/12 2008 – Video (parte 3/3)
Gennaio 2, 2009, 11:20 am
Archiviato in: Antirazzismo, Approfondimenti, C.P.T. "Serraino Vulpitta", Documenti, No C.P.T., Video

Terza e ultima parte del video del presidio antirazzista davanti il CIE “Serraino Vulpitta”: la solidarietà tra chi è dentro e chi è fuori, le urla di libertà, la manifestazione degli antirazzisti in centro storico.

Link diretti a YouTube per chi volesse visualizzare i filmati in qualità normale (l’opzione è in basso a destra del riquadro video):

http://it.youtube.com/watch?v=CL2IEEw1GEQ&fmt=6
http://it.youtube.com/watch?v=l5OleFmHNDI&fmt=6
http://it.youtube.com/watch?v=JKjgMoWcp-w&fmt=6



28/12 2008 – Video (parte 2/3)
Gennaio 2, 2009, 11:01 am
Archiviato in: Antirazzismo, Approfondimenti, C.P.T. "Serraino Vulpitta", Documenti, No C.P.T., Video



28/12 2008 – Video (parte 1/3)
Gennaio 2, 2009, 10:52 am
Archiviato in: Antirazzismo, Approfondimenti, C.P.T. "Serraino Vulpitta", Documenti, No C.P.T., Video

Le dirette testimonianze degli immigrati detenuti nel Centro di Identificazione ed Espulsione “Serraino Vulpitta” di Trapani in occasione delle iniziative antirazziste del 28 dicembre 2008.