Coordinamento per la Pace – Trapani


IL TORTO E LA RAGIONE
22 maggio 2013, 15:17
Archiviato in: No C.P.T./C.I.E., Comunicati, Territorio, Antirazzismo

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Comunicato sui recenti fatti del CIE di Milo

Qualche volta capita che i drammi quotidiani che si consumano all’interno di un Centro di Identificazione ed Espulsione, riescano a varcare gli alti muri di queste strutture per raggiungere l’esterno e l’opinione pubblica. La notizia dell’ultimo pestaggio ai danni di un immigrato, ampiamente documentato da un’intervista telefonica e da alcune foto facilmente reperibili su internet, viene comprensibilmente trattata con la dovuta cautela da parte degli organi di informazione locale, costretti a fare i conti anche con la versione della Questura di Trapani, secondo la quale – manco a dirlo – è stato l’immigrato ad aggredire il poliziotto, e non viceversa.
Da parte nostra, di fronte alle foto di un volto tumefatto, non abbiamo molti dubbi. Poco ci importa se la repressione violenta sia scattata in seguito a un tentativo di fuga dell’immigrato, oppure a causa di un suo scatto d’ira. Non sarebbe la prima volta, e non sarà nemmeno l’ultima, visto che la detenzione in un CIE è qualcosa di umanamente intollerabile.
Mentre c’è chi attende che si pronunci la magistratura, chiamata a decidere – proprio dall’immigrato – su come siano andati i fatti, noi ci limitiamo a esprimere la nostra solidarietà incondizionata al migrante picchiato, e non ad altri.
E questo perché i CIE – e chi dentro vi “lavora” – stanno oggettivamente, e costitutivamente, sempre dalla parte del torto.
Coordinamento per la Pace – Trapani
Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” – Trapani


LA CIVILTÀ AL CAPOLINEA?
9 gennaio 2013, 01:53
Archiviato in: Antirazzismo, Approfondimenti, Documenti, Territorio

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Sulle proposte di autobus per soli immigrati fra Trapani e Salinagrande

Il pessimo comunicato del consigliere comunale Vassallo a proposito della opportunità di «valutare l’ipotesi di istituire un servizio di trasporto esclusivamente dedicato agli immigrati, da sottoporre a controllo da parte della polizia, al fine di scongiurare i pericoli di ordine pubblico che potrebbero malauguratamente ingenerarsi» ha naturalmente suscitato un coro di indignazione e un clamore mediatico senza precedenti.

È bene ricordare che la scellerata esternazione di Vassallo non è qualcosa che nasce dal nulla. È necessario, a nostro parere, non perdere di vista il contesto più generale nel quale è maturata una proposta di questo tipo.
Solo pochi giorni prima, un altro consigliere comunale, Domenico Ferrante, aveva chiesto un aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine sul territorio di Salinagrande, dove sorge il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA). Secondo Ferrante, gli immigrati che vivono nel CARA avrebbero dato luogo a comportamenti che determinano «disagio, preoccupazione e in molti casi paura nei cittadini residenti». Una situazione che Ferrante non ha esitato a definire «insostenibile e intollerabile».
Eppure, le accuse rivolte agli immigrati sono generiche, poco circostanziate, riferite a episodi accaduti anche negli anni passati («furti, danneggiamenti di piante, richieste prepotenti di denaro e l’abuso di alcoolici»). Per non parlare poi di quello che succederebbe sugli autobus: gli studenti di Salinagrande si troverebbero esposti a non meglio precisati «atteggiamenti di prevaricazione da parte degli ospiti del CARA che numerosi usufruiscono anche loro dei mezzi pubblici».
Già nel 2008 l’ATM aveva accarezzato, avallata dalla UIL Trasporti, la malsana idea di creare delle corse speciali per soli immigrati, solo perché qualcuno era stato visto ubriaco sull’autobus. E sempre nello stesso periodo, quattro anni fa, il consigliere La Pica chiedeva di «riportare l’ordine» nelle zone della città frequentate da “extracomunitari” con una interrogazione dal chiaro sapore repressivo.

A Trapani, evidentemente, i consiglieri comunali preferiscono mostrare i muscoli agli immigrati, piuttosto che impegnarsi per il miglioramento del trasporto urbano cittadino, aumentando – tanto per cominciare – le corse e le vetture alla luce delle mutate esigenze. E preferiscono chiedere l’intervento della forza pubblica contro chi scappa dalle guerre, anziché salvare l’aeroporto di Birgi dall’ingombrante e assassina presenza degli aerei da combattimento Eurofighter. Forti con i deboli e debolissimi con i forti, come sempre.
Riteniamo però inessenziale pretendere le dimissioni di Vassallo, che ha già balbettato le sue scuse imbarazzate. Addirittura, l’idea degli autobus per immigrati non sarebbe nemmeno sua, ma di un altro consigliere, Pietro Cafarelli, che a sua volta nega.
In ogni caso, non è questo il problema, e non è su un piano di mero scontro pre-elettorale che va inquadrata la questione.

Il vero problema risiede nella banale naturalezza con la quale, anche a Trapani, viene avanzata una proposta del genere. Una proposta razzista.
Il razzismo, per essere riconosciuto come tale, non ha necessariamente bisogno di salde radici ideologiche. Il razzismo è, soprattutto, quello che nasce dalla banalità del male. Una banalità del male che è stata alimentata e coltivata, coscientemente, dai governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi quindici anni.
Le leggi razziste, le politiche securitarie, il terrorismo mediatico, i pretestuosi allarmi sociali incentrati sui “clandestini” o sulla “criminalità straniera”, hanno consolidato nella società italiana un diffuso sentimento di paura e di sospetto. Tante campagne elettorali sono state vinte grazie alla paura, all’odio e alla loro gestione politica. Per anni sono stati seminati il rancore e l’intolleranza nei confronti degli immigrati. Sono state varate leggi per consentire il loro sfruttamento e rendergli la vita impossibile, sono stati costruiti centri di trattenimento per internarli e poi espellerli, sono stati realizzati centri di accoglienza che servono a tenerli in un limbo esasperante, purché lontani da tutto e da tutti.
Sarebbe ipocrita negare che a Salinagrande, o sull’autobus 31 che la collega a Trapani, ci siano stati attriti fra trapanesi e immigrati. Ma è davvero vergognoso ingigantire singoli episodi per ricavare odiosi provvedimenti discriminatori che mettono in discussione una convivenza civile e solidale.

Nessuno pone la questione del perché, nel tempo, qualche immigrato a Salinagrande si sia messo a rubacchiare. O del perché qualcun’altro si sia messo a bere importunando i passanti.
Gli immigrati che fanno richiesta di asilo politico sono costretti a vivere nel CARA di Salinagrande in attesa che la commissione competente valuti la loro posizione. I tempi burocratici di attesa per il rilascio del permesso di soggiorno sono lunghissimi, a volte estenuanti. E solo poche volte hanno un esito favorevole.
A tutto questo si aggiungono i problemi di sovraffollamento, le pessime condizioni di vita,le tensioni, anche tra gli stessi richiedenti asilo, generate da questa situazione di disagio.
Se a Salinagrande gli immigrati stanno in giro senza far nulla, o danno segnali di insofferenza, è perché la legge non gli consente di prendere in mano la loro vita così come vorrebbero. Sono persone che scappano dalle guerre o dalle persecuzioni e chiedono solo di potersi muovere, cercare un lavoro, andare altrove, magari lontano da quest’Italia sempre più ingenerosa e intollerante.

Nonostante tutto, sempre a Salinagrande, diversi cittadini hanno notevolmente ridimensionato la questione, e il coro di indignazione e le polemiche esplose a Trapani fanno ben sperare in una accresciuta sensibilità antirazzista e progressista di questa città.
Ci auguriamo vivamente che l’impegno di ogni cittadino per costruire una Trapani più aperta e solidale si rafforzi sempre di più, al di là delle petizioni online o delle discussioni sui social network.
Questa può essere, probabilmente, la lezione più importante che si può ricavare da questa brutta storia dei nostri tempi.

Coordinamento per la Pace – Trapani

09/01/2013

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Trapani, 28 dicembre 2012: foto della manifestazione
30 dicembre 2012, 16:02
Archiviato in: Antirazzismo, C.I.E. "Serraino Vulpitta", No C.P.T./C.I.E., Territorio

Alcuni scatti della manifestazione antirazzista del 28 dicembre 2012 a Trapani a questo link:

http://gruppoanarchicosalsedotp.noblogs.org/post/2012/12/30/trapani-28-dicembre-2012-foto-della-manifestazione/

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28 DICEMBRE 2012, ANTIRAZZISTI IN PIAZZA

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L’anniversario della strage del Centro di Permanenza Temporanea “Serraino Vulpitta” in cui morirono sei immigrati in seguito a un incendio durante una rivolta, resta una data importantissima per la memoria civile della città di Trapani.
Dopo tredici anni, il “Serraino Vulpitta” è ancora un centro di internamento per immigrati. Funziona a regime ridotto, perché adesso c’è il nuovo Centro di Milo, ma la sostanza non cambia.
Atti di autolesionismo, tentativi di fuga, proteste drammatiche, repressione poliziesca, condizioni di vita insostenibili sono il pane quotidiano per l’umanità rinchiusa a Milo e al Vulpitta, così come in tutti CIE d’Italia. 
Nel nuovo Centro di Identificazione ed Espulsione di Milo c’è una situazione di rivolta permanente. Negli ultimi mesi, in centinaia si sono ripresi la libertà. Quelle sbarre, quei cancelli, quei muri alti e infami non sono poi così impossibili da superare, per fortuna. 
Le rivolte e le fughe di massa non sono solo una risposta alle oggettive condizioni di invivibilità del CIE di Milo, ma rappresentano l’inevitabile prodotto dell’insofferenza di esseri umani che si ritrovano privi della libertà solo perché non hanno un pezzo di carta che gli consenta anche solo di esistere. 
Se foste al loro posto, se anche voi foste nati dalla parte “sbagliata” del mondo, cosa fareste?
Il 28 dicembre rimane una data fortemente simbolica ed estremamente attuale. Perché è doveroso ricordare i morti del “Vulpitta” e tutte le persone che continuano a morire durante le traversate per raggiungere il nostro paese, anch’esse vittime del razzismo di stato. Perché è doveroso denunciare lo sfruttamento degli immigrati, il ricatto del permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro, la ferocia dei governi sui soggetti più deboli. 
E perché è fondamentale, in questi tempi terribili, ribadire che la solidarietà tra gli individui e tra i popoli è il migliore antidoto per fare fronte alla crisi voluta dai padroni, alla repressione ordita dai potenti, al razzismo alimentato dall’ignoranza.

  • Per ricordare Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti, Nasim morti nel rogo del 1999 e tutti i migranti vittime delle frontiere e del razzismo di stato.
  • Per la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione “Serraino Vulpitta” e del CIE di contrada Milo, e di tutti i CIE.
  • Per l’abolizione delle leggi razziste (Turco-Napolitano, Bossi-Fini, Pacchetto sicurezza).
  • Per l’eliminazione del legame obbligatorio tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.
  • Per la libertà di movimento di tutte e tutti, in Italia e nel mondo.
  • Per la solidarietà e la giustizia sociale, contro il razzismo e la repressione.

Antirazzisti trapanesi



FILM E DIBATTITO SULLA PALESTINA AL CIRCOLO LIBERTARIO
21 novembre 2012, 11:06
Archiviato in: Antirazzismo, Pace

http://gruppoanarchicosalsedotp.noblogs.org/post/2012/11/21/senza-stati-e-religioni-non-ci-sarebbero-le-guerre-solidarieta-al-popolo-palestinese/



Fare società – Carovana antimafie 2012
11 ottobre 2012, 08:56
Archiviato in: Antimafia, Antirazzismo, Territorio




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