Coordinamento per la Pace – Trapani


Trapani, una città in gabbia – Comunicato
Novembre 17, 2009, 4:10 pm
Archiviato in: Antirazzismo, C.P.T. "Serraino Vulpitta", Comunicati, No C.P.T., Territorio

Si vede dall’autostrada, appena usciti da Trapani. Ed è la prima cosa che si presenta agli occhi di chi arriva. Vorremmo sbagliarci, ma temiamo di no. Quella struttura agghiacciante circondata da grate gialle e che assomiglia a un carcere di massima sicurezza dovrebbe essere il nuovo Centro di identificazione ed espulsione di Trapani. Per il nuovo lager decine di alberi che costeggiavano l’autostrada sono stati abbattuti per non ostruire la visuale di chi sorveglierà i trattenuti. La struttura è isolata, collegata alla strada statale solo da un sentiero. A pochi passi, la caserma dei Vigili del Fuoco. Un po’ più in là, la stazione dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Prende corpo, mattone su mattone, il vecchio progetto di cui si parlava già da alcuni anni: il nuovo campo di internamento di contrada Milo, all’estrema periferia di Trapani, lontano da occhi indiscreti, più grande (più di cento posti) e più moderno. Niente a che vedere con il “Serraino Vulpitta”, un’ex casa di riposo per anziani adattata a centro di detenzione per immigrati. Troppo interno alla città, il “Vulpitta”, troppo difficile da gestire in caso di rivolte e proteste, così frequenti e drammatiche.

Il Ministero dell’Interno alza la posta ed erige un nuovo monumento al razzismo di stato. Torna a farlo a Trapani, dove può contare su una classe politica indifferente e complice che, nel migliore dei casi, ha voltato lo sguardo altrove. Nel frattempo, i poteri forti ringraziano, perché l’immigrazione è sempre un business e un centro di detenzione è un ottimo affare per chi lo costruisce e per chi lo gestirà.
Tutti coloro che, a ogni livello, stanno perpetrando questo scempio si rendono responsabili sin da ora delle infinite sofferenze dell’umanità che sarà rinchiusa in quel perimetro. Un’umanità che ha già dimostrato e ogni giorno dimostra, ovunque, di saper lottare strenuamente per ciò che di più prezioso abbiamo tutti: la libertà.

Coordinamento per la Pace – Trapani

17/11/2009

coordinamentoperlapace@yahoo.it



14 novembre – In piazza contro il razzismo e l’autoritarismo

S abato 14 novembre a partire dalle 17, il Coordinamento per la Pace di Trapani organizza un presidio informativo contro il pacchetto-sicurezza, le leggi razziste e l’autoritarismo nel nostro paese.
Riteniamo che in questi tempi terribili in cui viviamo, scanditi dall’indifferenza e dal generale arretramento sociale e culturale della società italiana, sia necessario rilanciare le mobilitazioni e l’impegno per recuperare gli spazi di libertà e di civiltà che vengono quotidianamente erosi dalla classe dirigente del paese.
Anche Trapani è stata investita negli ultimi anni da politiche improntate al restringimento dell’agibilità sociale e democratica.
Ed è per questo che saremo in piazza: per manifestare contro il dilagare dell’autoritarismo.
Facciamo appello ai sinceri democratici e tutte le persone cui sta a cuore la libertà, a partecipare al presidio di sabato 14.

Il Coordinamento per la Pace

coordinamentoperlapace@yahoo.it

Di seguito, il documento di indizione dell’iniziativa

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Nella fase di profonda crisi economica e sociale in cui viviamo, chi governa individua nelle persone più deboli i capri espiatori su cui scaricare la frustrazione di un intero corpo sociale.
Il cosiddetto pacchetto-sicurezza racchiude in sé tutta la carica illiberale e autoritaria di una classe dirigente che da diversi anni ha deciso di governare con la paura. In particolare, l’accanimento repressivo nei confronti degli immigrati ha fatto un salto di qualità inaudito.
Con i respingimenti in mare il governo italiano manda a morire donne e uomini che intraprendono il viaggio della vita, nella speranza di costruirsi un futuro lontano da guerre, persecuzioni o – più semplicemente – dalla più assoluta povertà.
Con l’introduzione del reato di clandestinità, è stato sancito un diritto speciale rivolto ai soli immigrati, criminalizzati non per ciò che fanno ma per ciò che sono.
Con l’aumento del periodo di internamento da due a sei mesi nei centri di identificazione ed espulsione, è stato rilanciato il ruolo di queste strutture detentive per immigrati come il “Serraino Vulpitta” di Trapani, dove proprio dieci anni fa morirono sei persone durante un tentativo di fuga.
Questa democrazia blindata – costruita sul rancore per chi è povero, per chi è straniero, per chi non è omologato al pensiero dominante – si traduce nell’applicazione di provvedimenti che restringono paurosamente l’agibilità democratica nelle nostre città. Tutto è vietato nelle città plasmate dalla paura: manifestare, fare un volantinaggio, chiedere l’elemosina, vendere accendini a un semaforo, o anche solo mangiare qualcosa per strada o appisolarsi su una panchina. E tutto questo in nome della “sicurezza” o, peggio, del “decoro”.

Noi pensiamo che una società veramente sicura e decorosa è quella libera dal bisogno, una società in cui è possibile vivere pienamente nel rispetto dei diritti fondamentali, una società che valorizza la libertà e la solidarietà senza rinchiudersi negli steccati della paura.
È necessario ricostruire reti di aiuto reciproco, è necessario opporsi all’arroganza del potere, bisogna resistere a questo nuovo buio della storia prima che sia troppo tardi.

CONTRO IL PACCHETTO-SICUREZZA

PER LA CHIUSURA DEL “SERRAINO VULPITTA” E DI TUTTI I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE

ED ESPULSIONE PER IMMIGRATI

CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE NOSTRE VITE

PER LA LIBERTÀ E LA SOLIDARIETÀ FRA TUTTE/I

TRAPANI, P.zza VITTORIO VENETO
SABATO 14 NOVEMBRE, dalle ore 17

Coordinamento per la Pace – Trapani


Rivolta nel CIE “Serraino Vulpitta”
Ottobre 8, 2009, 9:39 pm
Archiviato in: Antirazzismo, C.P.T. "Serraino Vulpitta", Comunicati, No C.P.T.

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Esprimiamo la nostra solidarietà agli immigrati detenuti nel Centro di identificazione ed espulsione “Serraino Vulpitta” di Trapani che questo pomeriggio hanno dato vita a una vibrata protesta per rivendicare migliori condizioni di vita e, soprattutto, libertà.
Questa rivolta – l’ennesima, all’interno del campo di internamento trapanese – si inserisce a pieno titolo nel lungo elenco di proteste scoppiate negli ultimi mesi in moltissimi centri di detenzione in tutta Italia: da Torino a Milano, da Gradisca d’Isonzo a Bari, da Modena a Lamezia Terme a Roma, gli immigrati hanno dimostrato una crescente consapevolezza e un’irriducibile volontà di lottare contro il pacchetto sicurezza, l’allungamento della permanenza nei centri fino a 6 mesi, il razzismo di stato. Così come in altri centri, gli immigrati rinchiusi a Trapani questa volta sono saliti sul tetto della struttura: per farsi vedere, per uscire dall’invisibilità in cui le autorità vorrebbero relegarli.
In un territorio in cui si blatera di integrazione solo mentre ci si ingozza di cuscus, l’ultima rivolta nel “Serraino Vulpitta” riporta concretamente alla brutale realtà: questa è una città di frontiera segnata dalla vergognosa presenza di un centro di detenzione per immigrati, un posto dove i dannati della Terra vengono rinchiusi solo perché non hanno le carte in regola.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

08/10/2009



ACQUA E LIBERTÀ
Settembre 17, 2009, 3:24 pm
Archiviato in: Antirazzismo, C.P.T. "Serraino Vulpitta", Comunicati, No C.P.T., Territorio

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Non è la prima volta che la natura invita alla riflessione, tanto più quando si tratta di catastrofi o eventi estremi che mettono a dura prova gli uomini e le comunità.
I paurosi allagamenti che hanno colpito Trapani dopo qualche ora di pioggia stanno a dimostrare che lo sviluppo di una città e la credibilità di chi pretende di governarla non hanno niente a che fare con la propaganda a base di grandi eventi, notti bianche, cancelli ai monumenti e ordinanze antidemocratiche.
Una città degna di questo nome dovrebbe contare su ben altri requisiti. A cominciare dai servizi, dalla manutenzione delle infrastrutture essenziali (come, in questo caso, di tombini e caditoie), dalla vivibilità quotidiana garantita a ogni cittadino. Eppure, lo stato di abbandono in cui si sono ritrovati i trapanesi del rione Cappuccinelli dimostra che ci sono quartieri che non godono della stessa maniacale attenzione riservata al salotto buono della città-cartolina.
Infine, sembrerebbe che – grazie al blackout di quelle ore – alcuni immigrati reclusi nel Centro di detenzione “Serraino Vulpitta” ne abbiano approfittato per riprendersi libertà e dignità.
Come a dire che qualunque calamità naturale è preferibile alla detenzione in un campo di internamento.
 
Coordinamento per la Pace – Trapani
 
coordinamentoperlapace@yahoo.it

17/09/2009



ROMPERE IL SILENZIO
Marzo 26, 2009, 12:37 pm
Archiviato in: Antirazzismo, C.P.T. "Serraino Vulpitta", Comunicati, No C.P.T.

All’interno del Centro di identificazione ed espulsione “Serraino Vulpitta” di Trapani un immigrato si è tagliato con una lametta per protestare contro la sua insensata detenzione. Ne è nata una rivolta, repressa dalle forze dell’ordine. Questo episodio si aggiunge ad altri fatti simili accaduti nei giorni scorsi in altri centri italiani: da Torino, a Bari, a Milano gli immigrati si tagliano i polsi, ingeriscono pile, tentano di impiccarsi. Gesti disperati per attirare l’attenzione, per chiedere aiuto, per rompere il silenzio dell’indifferenza. A tutti gli immigrati vittime delle leggi razziste va la nostra solidarietà.

Con l’aumento della detenzione da due a sei mesi, il governo italiano innalza a dismisura il livello di disumanità di queste strutture. Privare della libertà per ben sei mesi una persona che non ha commesso reati significa annientarla fino a conseguenze estreme. Sono luoghi infami che vanno chiusi immediatamente. Lo gridano gli immigrati, lo ribadiamo noi.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

26/03/2009



SICURI DA MORIRE
Febbraio 23, 2009, 11:19 am
Archiviato in: Antirazzismo, Comunicati, No C.P.T.

La recente approvazione da parte del governo del cosiddetto “decreto-sicurezza” costituisce l’ennesimo attacco alla già debole tenuta democratica delle istituzioni nel nostro paese.
L’esecutivo, scavalcando ancora una volta le funzioni parlamentari, esercita il suo potere a suon di decreti per cavalcare l’emotività di un’opinione pubblica narcotizzata e fuorviata dalla propaganda mediatica.
Tra le norme previste dal provvedimento, non può sfuggirci l’aumento del periodo di detenzione nei centri di espulsione per immigrati da due a sei mesi. Questo accanimento repressivo nei confronti dei migranti rischia di rendere queste strutture detentive delle polveriere ancora più ingestibili così come dimostrano le ultime rivolte nei lager di Lampedusa, Milano e Torino. Inoltre, l’eliminazione del divieto di denuncia dei medici nei confronti degli immigrati irregolari che necessitano di cure sanitarie rappresenta un chiaro invito alla delazione che colpisce frontalmente il diritto universale alla salute per tutti gli esseri umani e il dovere di ogni medico di curare chiunque senza distinzioni.
Utilizzando strumentalmente l’infamia degli stupri – che, dati alla mano, sono più frequenti in casa e sono per lo più commessi da italianissimi fidanzati e/o mariti – il governo continua nella sua devastante opera di criminalizzazione nei confronti degli stranieri e legalizza l’inaudita pratica delle ronde, figlie di una subcultura squadrista e antidemocratica.
Alle forze sane di questo paese il compito epocale di resistere a questo nuovo buio della storia.
 
Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

23/02/2009