Coordinamento per la Pace – Trapani


14 novembre – In piazza contro il razzismo e l’autoritarismo

S abato 14 novembre a partire dalle 17, il Coordinamento per la Pace di Trapani organizza un presidio informativo contro il pacchetto-sicurezza, le leggi razziste e l’autoritarismo nel nostro paese.
Riteniamo che in questi tempi terribili in cui viviamo, scanditi dall’indifferenza e dal generale arretramento sociale e culturale della società italiana, sia necessario rilanciare le mobilitazioni e l’impegno per recuperare gli spazi di libertà e di civiltà che vengono quotidianamente erosi dalla classe dirigente del paese.
Anche Trapani è stata investita negli ultimi anni da politiche improntate al restringimento dell’agibilità sociale e democratica.
Ed è per questo che saremo in piazza: per manifestare contro il dilagare dell’autoritarismo.
Facciamo appello ai sinceri democratici e tutte le persone cui sta a cuore la libertà, a partecipare al presidio di sabato 14.

Il Coordinamento per la Pace

coordinamentoperlapace@yahoo.it

Di seguito, il documento di indizione dell’iniziativa

***

Nella fase di profonda crisi economica e sociale in cui viviamo, chi governa individua nelle persone più deboli i capri espiatori su cui scaricare la frustrazione di un intero corpo sociale.
Il cosiddetto pacchetto-sicurezza racchiude in sé tutta la carica illiberale e autoritaria di una classe dirigente che da diversi anni ha deciso di governare con la paura. In particolare, l’accanimento repressivo nei confronti degli immigrati ha fatto un salto di qualità inaudito.
Con i respingimenti in mare il governo italiano manda a morire donne e uomini che intraprendono il viaggio della vita, nella speranza di costruirsi un futuro lontano da guerre, persecuzioni o – più semplicemente – dalla più assoluta povertà.
Con l’introduzione del reato di clandestinità, è stato sancito un diritto speciale rivolto ai soli immigrati, criminalizzati non per ciò che fanno ma per ciò che sono.
Con l’aumento del periodo di internamento da due a sei mesi nei centri di identificazione ed espulsione, è stato rilanciato il ruolo di queste strutture detentive per immigrati come il “Serraino Vulpitta” di Trapani, dove proprio dieci anni fa morirono sei persone durante un tentativo di fuga.
Questa democrazia blindata – costruita sul rancore per chi è povero, per chi è straniero, per chi non è omologato al pensiero dominante – si traduce nell’applicazione di provvedimenti che restringono paurosamente l’agibilità democratica nelle nostre città. Tutto è vietato nelle città plasmate dalla paura: manifestare, fare un volantinaggio, chiedere l’elemosina, vendere accendini a un semaforo, o anche solo mangiare qualcosa per strada o appisolarsi su una panchina. E tutto questo in nome della “sicurezza” o, peggio, del “decoro”.

Noi pensiamo che una società veramente sicura e decorosa è quella libera dal bisogno, una società in cui è possibile vivere pienamente nel rispetto dei diritti fondamentali, una società che valorizza la libertà e la solidarietà senza rinchiudersi negli steccati della paura.
È necessario ricostruire reti di aiuto reciproco, è necessario opporsi all’arroganza del potere, bisogna resistere a questo nuovo buio della storia prima che sia troppo tardi.

CONTRO IL PACCHETTO-SICUREZZA

PER LA CHIUSURA DEL “SERRAINO VULPITTA” E DI TUTTI I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE

ED ESPULSIONE PER IMMIGRATI

CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE NOSTRE VITE

PER LA LIBERTÀ E LA SOLIDARIETÀ FRA TUTTE/I

TRAPANI, P.zza VITTORIO VENETO
SABATO 14 NOVEMBRE, dalle ore 17

Coordinamento per la Pace – Trapani


Ricordare il passato per capire il presente
Gennaio 27, 2009, 11:21 am
Archiviato in: Antifascismo, Antirazzismo, Comunicati, Pace

Il Giorno della Memoria è un’occasione collettiva, necessaria e doverosa, per riflettere sull’immane tragedia del popolo ebraico, vittima dello sterminio nazista. Ma poiché la memoria è tanto più efficace quanto più è in grado di ricostruire la storia in tutte le sue pieghe, è altrettanto doveroso ricordare come, insieme agli ebrei, la lucida follia nazifascista volle colpire tutte le categorie di persone sgradite e incompatibili al suo terrore totalitario: zingari, disabili, omosessuali, oppositori politici, antifascisti, e altri ancora. E la memoria del passato va salvaguardata soprattutto per capire meglio il presente. Dopo più di sessant’anni, in Europa ci sono ancora dei campi di internamento per persone sgradite al sistema e alle sue leggi. Hanno le sbarre, il filo spinato, sono sorvegliati da soldati. Si chiamano Centri di identificazione ed espulsione, vi si rinchiudono gli immigrati e a Trapani ce n’è uno, il “Serraino Vulpitta”. E che il razzismo non sia stato ancora sconfitto ce lo dimostrano ogni giorno i pacchetti-sicurezza, le ordinanze antibivacco contro mendicanti e lavavetri, le retate nei campi rom, le aggressioni squadriste o – ancora per rimanere a Trapani – le vergognose proposte di istituire autobus per soli africani. Infine, in questo Giorno della Memoria il nostro pensiero va al popolo palestinese, massacrato dalla recente aggressione israeliana a Gaza e schiacciato da un embargo che lo ha ridotto allo stremo. Non basta celebrare la memoria una volta l’anno: essa si onora nell’impegno costante per cancellare definitivamente le guerre, il razzismo e ogni discriminazione dalla faccia della Terra.

Coordinamento per la Pace – Trapani

coordinamentoperlapace@yahoo.it

 26/01/2009



25 APRILE, GIUSTIZIA E LIBERTÀ!
Aprile 23, 2008, 4:54 pm
Archiviato in: Antifascismo, Antirazzismo, Appelli, Documenti

Oggi più che mai, l’attualità della Resistenza antifascista e della celebrazione del 25 aprile – giornata della Liberazione – si impongono con forza all’attenzione di tutti.
Sono anni ormai che assistiamo a un arretramento sociale e culturale di tutto il paese, un arretramento che si declina nella deriva autoritaria delle politiche pubbliche, nel dilagare del razzismo diffuso e della violenza squadrista, nel crescere dell’intolleranza e dell’aperta ostilità nei confronti di tutto ciò che non rientra nei canoni della cosiddetta normalità imposti da chi gestisce il potere politico, economico e religioso.
Da vent’anni, buona parte della classe politica si è impegnata in una infame riscrizione della Storia a uso e consumo delle forze più oscurantiste e reazionarie del paese. I fascisti, camuffati e riciclati nei panni di una presunta rispettabilità istituzionale, hanno goduto di una legittimazione fornita proprio dal ceto politico di Centrosinistra in nome di un’improbabile revisione della storia italiana secondo la quale fascismo e antifascismo si equivalgono e, dunque, sarebbe necessaria una riconciliazione con cui dimenticare il passato.
Questo revisionismo storico e politico è stato l’ariete con cui sfondare il tessuto sociale dell’Italia colpendo di volta in volta l’identità di classe dei lavoratori e le radici democratiche del nostro vivere civile plasmando un paese omologato e prigioniero delle sue paure.
Gli attacchi ai diritti dei lavoratori, la precarizzazione strutturale del mercato del lavoro e lo sfruttamento che ne deriva hanno portato alla situazione attuale in cui infortuni e incidenti anche tragici sono sempre più frequenti e la capacità di reazione da parte dei lavoratori è stata gravemente mortificata. Inoltre, la condizione degli immigrati continua a essere segnata da precarietà e repressione, in una spirale infinita di assenza di diritti, ricatto della clandestinità e pesanti discriminazioni. La costante ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche nel dibattito pubblico ha trovato una sponda efficace in proposte politiche sempre più orientate a una visione clericale e religiosa del vivere comune fino a mettere in discussione diritti che sembravano consolidati, come quello all’aborto e a una maternità libera e consapevole.
L’ossessione della sicurezza, coltivata per anni per distrarre l’opinione pubblica dalle vere emergenze del paese (disoccupazione, recessione economica, inquinamento, erosione dei diritti, controllo mafioso del territorio), si è concretizzata in politiche improntate alla repressione della diversità, della povertà e del dissenso: inseguendo gli istinti più irrazionali della società, sono stati diramati pacchetti-sicurezza anti-immigrati, sono state varate ordinanze amministrative antidemocratiche, sono stati compiuti rastrellamenti per colpire gli immigrati o i senza casa. Tutti provvedimenti che hanno finito col rendere l’Italia sempre più insicura e violenta, sempre meno democratica e solidale. D’altronde, viviamo in un paese in guerra (Afganistan, Libano, Kosovo) in cui la retorica militarista è tanto invasiva quanto la stessa militarizzazione del territorio, un paese in cui si spendono milioni di euro per armare l’esercito piuttosto che per costruire scuole e ospedali. In questo drammatico scenario, il ruolo degli organi di informazione, veri e propri megafoni dei poteri forti, continua a essere determinante nella distorsione della realtà, nell’allarmismo elevato al rango di normalità, nell’appiattimento culturale verso il basso.
Per tutti questi motivi la Resistenza continua e deve continuare. Perché riteniamo che senza passato non può esserci alcun futuro, ed è per questo che rivendichiamo la forte identità politica e antifascista del 25 aprile contro ogni strumentalizzazione e contro ogni tentativo di svuotare questa data dai suoi contenuti di libertà e giustizia sociale che appartengono al patrimonio civile e democratico di questo paese.
Invitiamo tutta la cittadinanza, le associazioni e tutti coloro che si riconoscono pienamente in questi valori di progresso e partecipazione a scendere in piazza a Trapani, il prossimo 25 aprile, per celebrare questa data nella consapevolezza che la lotta e la mobilitazione permanente per i diritti e la libertà sono i migliori antidoti per stroncare alla radice ogni fascismo, ogni razzismo, ogni ingiustizia.

Coordinamento per la Pace – Trapani
Cobas – Trapani

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25 aprile ieri, oggi, sempre!
Aprile 23, 2007, 3:45 pm
Archiviato in: Antifascismo, Appelli, Comunicati, Territorio

Il prossimo 25 aprile, a sessantadue anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, vogliamo festeggiare questo anniversario per rendere omaggio a tutte le donne e a tutti gli uomini che si sono battuti per una società libera dall’oppressione e dalla dittatura.
I valori dell’antifascismo, nei quali ci riconosciamo pienamente, costituiscono un patrimonio inestimabile dal quale prendere esempio e senza il quale non può esserci vero progresso sociale e civile: il ricordo della Resistenza antifascista è un invito a vivere la società odierna e il mondo in cui viviamo con la stessa passione e lo stesso desiderio di libertà e giustizia sociale che ha animato più di sessant’anni fa tutti coloro i quali vollero ridare una speranza a questo paese e alle generazioni future.
Quella che vogliamo festeggiare, qui a Trapani, è la Liberazione dal fascismo di ieri ma anche da tutti i fascismi che ancora oggi abbrutiscono il nostro vivere quotidiano: la precarietà e lo sfruttamento che ogni giorno subiscono i lavoratori e i giovani in cerca di occupazione; le discriminazioni nell’accesso alle risorse pubbliche (cronica mancanza dell’acqua e dei servizi essenziali), le ingiustizie perpetrate ai danni dei lavoratori italiani e stranieri (incidenti mortali sul lavoro, repressione contro gli immigrati, nuove forme di schiavitù); i rigurgiti xenofobi, le discriminazioni di genere e di orientamento sessuale; le violenze inaudite prodotte dalla guerra infinita, dalla militarizzazione del territorio, dalle occupazioni militari, dai terrorismi che nascono nell’impostazione autoritaria e liberticida degli apparati di potere.
Festeggiare la Liberazione scendendo in piazza e stando in mezzo alla gente qui, nella nostra città, significa dare concretezza ai valori legati al 25 aprile rendendoli attuali perché c’è ancora bisogno, dopo tutti questi anni, di continuare a lottare per una quotidiana liberazione dall’arroganza di chi si crede più forte, dalla protervia di chi detiene il potere, dalle bugie di chi gestisce a proprio uso e consumo l’informazione di massa, dal dilagante qualunquismo che è l’anticamera di ogni regime, dall’omertà e dalla rassegnazione sulle quali crescono e si consolidano tutte le mafie.
Facciamo appello a tutti gli antifascisti, ai sinceri democratici, a tutte le realtà di base, alle associazioni, ai soggetti politici individuali e collettivi affinché il prossimo 25 aprile diventi un’occasione di incontro e socializzazione e invitiamo tutta la cittadinanza a unirsi a noi in una festa popolare all’insegna degli intramontabili valori della libertà, della pace e della solidarietà.

25 aprile
Giornata della Liberazione

Lungomare San Liberale (vicino Torre di Ligny) – TRAPANI

Dalle ore 16,00 (e fino a tarda sera) festa popolare con:

stand informativi e interventi dal palco a cura delle associazioni
animazioni e teatralizzazioni
musica dal vivo

Coordinamento per la Pace – Trapani
Cobas – Confederazione dei comitati di base – Trapani



I lager di ieri, i lager di oggi – Volantino
Gennaio 28, 2006, 12:42 pm
Archiviato in: Antifascismo, Antirazzismo, No C.P.T., Volantini

Sessant’anni fa, nella Germania nazista milioni di ebrei furono privati dei loro beni, deportati, internati nei campi di concentramento e uccisi perché ritenuti indesiderabili, inferiori, senza diritto. Insieme a loro, furono imprigionati e sistematicamente eliminati omosessuali, portatori di handicap, malati mentali, oppositori politici, antifascisti, zingari e tutti quelli che lo stato nazista marchiava come asozialen, indesiderabili. In questi giorni dedicati al ricordo dell’orrore e dell’infamia nazista, vogliamo ricordare tutte le vittime del razzismo, della discriminazione, della sopraffazione. Perché quell’incubo è ancora una tremenda realtà. Oggi come allora, nell’Europa democratica ci sono i campi di concentramento: si chiamano Centri di Permanenza Temporanea, e servono per rinchiudere i nuovi indesiderabili della società: gli immigrati. Oggi come allora, un’intera categoria di persone viene privata della propria libertà e dei propri diritti a causa di leggi che si fondano sulla discriminazione, e cioè a causa di leggi che stabiliscono chi può muoversi liberamente, lavorare, vivere pienamente la propria vita e chi no. Sappiamo benissimo che nei Centri di Permanenza Temporanea non viene praticato lo sterminio di massa così come nei lager nazisti, ma il principio di esclusione sociale e umana che c’è alla base è lo stesso. Ancora oggi, il filo spinato, le sbarre, le deportazioni, le vessazioni, le ingiustizie e il razzismo sono una tragica realtà che le leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini hanno reso possibile. A Trapani, il campo di concentramento per immigrati è il CPT “Serraino Vulpitta” . Non smetteremo mai di lottare per la sua chiusura, così come per la chiusura di tutti i CPT presenti in Italia.  

CONTRO OGNI RAZZISMO, PER LA LIBERTÀ DI TUTTE E TUTTI  

Coordinamento per la Pace – Trapani

 28/01/2006



25 aprile 2005 – Sessantesimo anniversario della Liberazione
Aprile 25, 2005, 4:33 pm
Archiviato in: Antifascismo, Comunicati

Nel sessantesimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal fascismo e dal nazismo, esprimiamo tutto il nostro rispetto e la nostra condivisione per i valori di libertà, emancipazione e giustizia sociale difesi da donne e uomini che nella lotta di Resistenza si impegnarono per la costruzione di una società nuova, libera, e democratica.
Purtroppo siamo ancora oggi costretti a registrare la recrudescenza di una sub-cultura fascista e antidemocratica che permea di sè molti settori della vita sociale e politica del Paese: autoritarismo, razzismo e intolleranza sono fantasmi di un passato con il quale dobbiamo ancora chiudere i conti e che trovano forza in un martellante revisionismo storico che pretende di equiparare fascismo e antifascismo in nome di una improbabile riconciliazione nazionale dalla quale prendiamo radicalmente le distanze.
Essere antifascisti oggi significa impegnarsi per la costruzione di una società più giusta, più equa, più solidale, più libera: nelle lotte antirazziste; nel rifiuto della guerra; nella lotta alla mafia e alle ingiustizie che lacerano il nostro territorio coltiviamo ogni giorno la nostra quotidiana Liberazione dai fascismi di ogni tipo.

Coordinamento per la Pace – Trapani