Comunicato sui recenti fatti del CIE di Milo
Da parte nostra, di fronte alle foto di un volto tumefatto, non abbiamo molti dubbi. Poco ci importa se la repressione violenta sia scattata in seguito a un tentativo di fuga dell’immigrato, oppure a causa di un suo scatto d’ira. Non sarebbe la prima volta, e non sarà nemmeno l’ultima, visto che la detenzione in un CIE è qualcosa di umanamente intollerabile.
Liberati Turi Vaccaro e Nicola Arboscelli!
http://www.nomuos.info/stato-di-liberta-turi-vaccaro-nicola-arboscelli/
AGGIORNAMENTO
Turi e Nicola, due degli attivisti No Muos che si sono arrampicati per protesta sulle antenne NRTF della base Usa di Niscemi, sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale e si trovano rinchiusi nel carcere di Caltagirone.
Turi e Nicola si sono consegnati volontariamente alle 17.30 e non hanno opposto nessuna resistenza né hanno usato violenza. Dopo la consegna sono stati portati al commissariato bagnati fradici.
Turi e Nicola hanno deciso di attuare lo sciopero della fame.
http://www.nomuos.info/scesi-dalle-antenne-gli-attivisti/
Dopo la grande manifestazione dello scorso 30 marzo a Niscemi, preceduta dall’annuncio ufficiale della firma del documento di revoca delle autorizzazioni per la costruzione del Muos da parte dell’assessore regionale al Territorio e Ambiente, il Coordinamento regionale dei Comitati No Muos denuncia – con un documento filmato – che i lavori al cantiere continuano, nonostante tutto.
Leggi il comunicato e guarda il video qui:
http://www.nomuos.info/lavori-continuano-umiliando/
Nel settembre 2005, nel mezzo dell’entusiasmo collettivo per le regate trapanesi della Coppa America, decidemmo di ricordare Mauro Rostagno non solo con le tradizionali iniziative di “Ciao Mauro”, ma anche con un documento di analisi su tutto quello che stava succedendo.
Con quel documento – intitolato “Le mani sulla città“ – provammo a offrire degli elementi critici per smascherare la propaganda utilizzata da politici e imprenditori trapanesi secondo i quali i cantieri del porto, la “riqualificazione” del centro storico, l’organizzazione dei grandi eventi e la realizzazione delle grandi opere sarebbero stati la chiave di volta per il definitivo sviluppo della città di Trapani. Il problema è che non basta rifare il trucco a una città se, dentro, resta irrimediabilmente marcia.
A otto anni di distanza, la maxioperazione antimafia che ha portato al sequestro di beni del valore di trenta milioni di euro a due costruttori trapanesi, svela uno scenario che – assai modestamente – avevamo in qualche modo profilato, specialmente per le sue implicazioni politiche e sociali.
Al centro dell’inchiesta ci sono tutti i “fiori all’occhiello” orgogliosamente esibiti negli scorsi anni dall’ex sindaco di Trapani, Fazio (il più amato dai trapanesi), e dal senatore d’Alì, padrone indiscusso di questa disgraziata città: dalle assurde dighe foranee del porto (su una delle quali si sono tragicamente schiantati due aliscafi) alla banchina del Ronciglio (cominciata e mai finita, a due passi dalla Riserva delle saline, a causa della mancata Valutazione di Impatto Ambientale); dalle nuove basole del centro storico al frangiflutti sottomarino della Litoranea Nord con annesso dragaggio – fuori norma – del fondale. Anche i lavori della Funivia per Erice (quella che ha sventrato la montagna) sarebbero stati inquinati da infiltrazioni mafiose.
Per anni siamo stati costretti a subire la potente macchina del consenso e della propaganda. Peccato, però, che le grandi opere venivano realizzate a colpi di decreti d’urgenza, che i materiali utilizzati erano scadenti, e che tutto veniva fatto in dispregio dell’ambiente.
Qual è il valore del cosiddetto “sviluppo” se il prezzo da pagare è il dominio mafioso grazie al quale lavorano solo gli amici degli amici, e alle loro condizioni?
Coordinamento per la Pace – Trapani
09/04/2013
Archiviato in: Pace
A pochi giorni dalla manifestazione nazionale contro il Muos, il Coordinamento regionale dei Comitati sintetizza la fase attuale, fa luce sulle ambiguità del governo della Regione siciliana, e rinnova il suo appello alla partecipazione:
Qualche aggiornamento sulla mobilitazione popolare contro il MUOS, il sistema satellitare che la Marina militare Usa vuole realizzare a Niscemi (CL).
Lo scorso 11 marzo si è svolto un incontro, a Roma, tra esponenti del governo nazionale ed esponenti del governo della Regione siciliana.
Erano presenti, tra gli altri, Monti, Cancellieri, Balduzzi da una parte; Crocetta, Borsellino, Lo Bello dall’altra.
L’incontro ha avuto un esito a dir poco ambiguo. Nella sostanza, tra le cose messe per iscritto, si sono riaperti dei margini che possono vanificare la revoca alle autorizzazioni per la costruzione del MUOS. Nel frattempo, nonostante la revoca, le autorità hanno sempre cercato di fare entrare operai e materiali utili al montaggio dell’opera. Di qui, la prosecuzione dei blocchi stradali da parte della popolazione.
Il governo nazionale, d’accordo con la Regione siciliana, dice di voler fare nuove verifiche dell’impatto sulla salute pubblica dell’opera, affidando le indagini a un organismo terzo. Visto, però, che ci sono “problemi di ordine pubblico” (il riferimento è al presidio permanente e ai blocchi stradali), bisogna garantire che il personale della base militare possa entrare e uscire senza problemi. In ogni caso – hanno concluso gli esponenti del governo – si valuterà come e quanto risarcire le popolazioni locali in seguito alla costruzione del MUOS.
Un articolo che riassume la vicenda lo si trova qui:
Il console degli Stati Uniti d’America in Italia, Donald L. Moore, ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Sicilia nella quale fa capire, piuttosto chiaramente, che il MUOS va fatto:
http://www.lasicilia.it/index.php?id=94984&template=lasiciliait
Da quando si è tenuto quell’incontro, la repressione e le provocazioni poliziesche a Niscemi hanno subìto una forte impennata.
In più occasioni ci sono stati attriti tra polizia e il Comitato “Mamme No Muos” con spintonamenti e identificazioni.
Sono state effettuate anche perquisizioni nelle case private dei ragazzi di Niscemi, il nucleo storico della lotta.
Qui il comunicato del Coordinamento regionale dei Comitati No Muos sull’incontro Governo centrale-Governo siciliano:
http://www.nomuos.info/fermare-il-muos-smantellare-le-46-antenne/
Qui il comunicato di condanna delle perquisizioni:
http://www.nomuos.info/intimidazione-ai-comitati-nomuos/
Qui il comunicato sulle cariche alle “Mamme No Muos”:
http://www.nomuos.info/ancora-violenza-dalle-forze-del-disordine/
Ma le immagini e le voci raccontano meglio di ogni altra cosa quello che sta succedendo.
Qui le drammatiche scene dello sfondamento del blocco delle mamme da parte della polizia. Si noti, a partire dal minuto 5:43, il violento corpo-a-corpo ingaggiato da un funzionario di pubblica sicurezza che malmena e immobilizza una giovane donna:
https://www.youtube.com/watch?v=JJq_aCwirMg
Qui una intervista alle “Mamme No Muos” a cura dell’Associazione antimafia “Rita Atria”:
http://www.youtube.com/watch?v=K5aVY6RL4E0
Il Coordinamento regionale dei Comitati No Muos rinnova il suo appello (al quale ci associamo) per partecipare alla manifestazione nazionale contro il MUOS che si terrà a Niscemi il prossimo 30 marzo.
Coordinamento per la Pace – Trapani








